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Alcamo

Recupero del Castello di Calatubo, a rischio i fondi concessi dal FAI

10 Febbraio 2019 17:00, di Ornella Fulco
Recupero del Castello di Calatubo, a rischio i fondi concessi dal FAI
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Rischiano di tornare indietro - e sarebbe la prima volta in Italia, i fondi erogati dal Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, destinati al Castello di Calatubo, nel territorio di Alcamo. Il monumento era giunto terzo nella classifica dei "Luoghi del cuore" 2014 con 71.967. Un terzo posto, quello del Castello di Calatubo, che aveva ripagato gli sforzi di tutti coloro che lo avevano segnalato e dell’associazione alcamese “Salviamo il Castello di Calatubo”, impegnata a favore del recupero della suggestiva struttura che sorge su una rocca che guarda il golfo di Castellammare e l'entroterra.A denunciare il rischio che i fondi concessi - pari in totale a 30mila euro - vengano ritirati dal FAI è Stefano Catalano che, in un post su Facebook scrive: "Ieri abbiamo avuto la visita improvvisa del responsabile regionale del FAI Giuseppe Taibi in merito al Castello di Calatubo. Taibi è venuto appositamente per incontrare l'amministrazione di Alcamo, in quanto è altissimo il rischio che la restante somma elargita dal FAI per il Castello ritorni definitivamente al mittente a causa il  disinteresse da parte degli uffici preposti di Alcamo".
"La data di scadenza e completamento dei lavori (ndr. avviati nel settembre 2017) più volte posticipata - scrive  Catalano - era stata fissata entro e non oltre il mese di luglio 2018. Nel frattempo, recentemente, una parte delle strutture del Castello, oggetto dei consolidamenti previsti, è crollata qualche mese fa".
"Il Fai - prosegue Stefano Catalano - con profondo rammarico fa sapere che mai è successo, nella storia dei loro censimenti, che le somme, elargite ai vincitori, siano ritornate indietro. Noi aggiungiamo che siamo profondamente amareggiati e indignati, e con noi lo sono le quasi 72.000 persone che votarono il recupero del Castello, in un impresa titanica portata avanti con enormi sacrifici dalla nostra associazione". Il responsabile della associazione "Salviamo il Castello di Calatubo" conclude ricordando che anche dei fondi attribuiti tramite il "Bilancio Partecipato" votato dalla cittadinanza alcamese lo scorso anno  (12.900 euro), riguardante il ripristino della corrente elettrica al Castello "ad oggi non si sa nulla, come non abbiamo notizie del ricavato del 5xmille a favore del Comune di Alcamo (pro Castello) che, da tre anni a questa parte, viene donato dai tantissimi sostenitori del nostro Castello.
Il Castello di Calatubo fu abitato, fino al 1960, dalla famiglia dei principi Papè di Valdina (per molti secoli i protonotari del Regno). Quando scomparve Pietro Papè il sito venne abbandonato e depredato degli arredamenti e delle maioliche. Il terremoto del 1968 creò diversi danni alla struttura. Nel 2007 il monumento è stato acquisito al patrimonio del Comune di Alcamo. Si attende da anni, anche con l'aiuto del FAI, che questo bene possa essere restituito, con la sua storia e il suo fascino, alla fruizione dei cittadini e dei turisti.

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