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Cronaca
Trapani

Reddito di cittadinanza: la Gdf ha denunciato 127 persone in tutta la provincia

28 Dicembre 2020 10:19, di Laura Spanò
Reddito di cittadinanza: la Gdf ha denunciato 127 persone in tutta la provincia
Cronaca
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**Aggiornamento** - Tra i falsi poveri ci sono anche cinque nomi importanti nel panorama della lotta alla mafia nel Trapanese.  Salvatore Angelo, ritenuto il signore dell'eolico per conto del superboss Matteo Messina. Angelo, di Salemi, era stato arrestato nel 2012 insieme a altri esponenti di spicco delle famiglie mafiose di Salemi e di Castelvetrano, nell’ambito dell’operazione “Mandamento”. L'inchiesta aveva messo in luce il sistema di infiltrazione mafiosa legata alla realizzazione dei parchi eolici della provincia di Trapani ed Agrigento, attraverso le imprese dello stesso Salvatore Angelo. L'imprenditore è stato condannato definitivamente a 8 anni per associazione mafiosa. Gli sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 7 milioni di euro.C'è anche l'imprenditore edile Vito Russo, accusato di essere stato assoldato dalla mafia per taglieggiare altri imprenditori e appartenente alla famiglia mafiosa di Marsala. Il processo nel quale è stato condannato definitivamente era scaturito dall'operazione antimafia "Peronospera III" del 2005. Vito Russo avrebbe percepito indebitamente 7.156 euro dallo Stato omettendo nella dichiarazione per il sussidio la condanna per associazione mafiosa.
E poi ancora figurano le mogli di Francesco Luppino, Matteo Tamburello e Maurizio Arimondi. Tutte e tre non hanno dichiarato le condanne dei mariti. Francesco Luppino, oltre che per duplice omicidio aggravato dalle modalità mafiose, è stato più volte definitivamente condannato perché ritenuto, fra l'altro, uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro. Fino al 2019, secondo gli inquirenti, Luppino continuava a ricoprire il ruolo centrale all'interno della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. Altro fedelissimo di Matteo Messina Denaro è Maurizio Arimondi, arrestato nell'operazione Golem2: è stato condannato a 10 anni per essere fiancheggiatore della primula rossa di Castelvetrano. Infine, Tamburello, ritenuto presunto boss mafioso mazarese, è stato condannato definitivamente nello scorso maggio.
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Fruivano del reddito di cittadinanza simulando uno stato di indigenza economica, percependo indebitamente somme di denaro per un importo complessivo pari a circa 1,2 milioni di euro. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, hanno individuato e denunciato nel corso dell'anno 127 persone in tutta la provincia. L'operazione rientra nell’ambito delle attività finalizzate al monitoraggio e al controllo della spesa pubblica. Questa misura di sostegno economico, spetta in presenza di concomitanti circostanze, autocertificate dal richiedente e volte a dimostrare non solo la propria condizione di difficoltà economico-reddituale, ma anche quella dei componenti il nucleo familiare di appartenenza.
Dagli accertamenti eseguiti è emerso che alcuni hanno dichiarato di essere disoccupati mentre, nella realtà, svolgevano un’attività lavorativa in “nero”; alcuni hanno omesso di indicare nelle domande di essere titolari, oltre alla prima casa, di altri beni immobili per un valore superiore alla soglia di euro 30.000; alcuni di non avere disponibilità economiche sui propri conti correnti, omettendo di dichiarare vincite di denaro conseguite dal gioco on line, o erogato da compagnie assicurative; altri, infine, hanno chiesto la misura di sostegno economico non dichiarando fraudolentemente di avere precedenti penali per reati legati alla criminalità organizzata, o per truffa ai danni dello Stato. Alcuni parenti di quest’ultimi, hanno fatto domanda di ammissione omettendo di indicare la posizione del proprio congiunto.
Tra i casi più eclatanti: la scoperta da parte dei militari del Gruppo di Trapani e della Tenenza di Castelvetrano di 2 persone, uno residente a Trapani e l’altro a Castelvetrano, che hanno omesso di dichiarare consistenti vincite di gioco on-line rispettivamente, 546.000 e ad euro e 108.000 euro; i militari della Tenenza di Castelvetrano hanno denunciato una persona che, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica legata al beneficio previdenziale, ha omesso di indicare la titolarità di un patrimonio immobiliare, ad esclusione della prima casa, valorizzato ai fini ISEE in 1,2 milioni di euro; e poi la denuncia di 13 persone da parte dei militari della Compagnia di Marsala, della Tenenza di Alcamo e di Mazara del Vallo che pur di ottenere il beneficio economico, hanno dichiarato di essere senza lavoro, mentre in realtà essi svolgevano attività lavorative in modo sommerso o irregolare.

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