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Referendum costituzionale, Di Maio a Trapani: "La riforma non risolve i problemi dell'Italia"

30 Ottobre 2016 20:52, di Niki Mazara
Referendum costituzionale, Di Maio a Trapani: "La riforma non risolve i problemi dell'Italia"
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Sotto lo slogan "Iodicono” si è svolta, oggi pomeriggio, al teatro "Don Bosco", la manifestazione del Movimento Cinque Stelle contro la riforma della Costituzione. Ospite di spicco, oltre al senatore trapanese Maurizio Santangelo e al deputato regionale Giancarlo Cancellieri, il vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio. “Questa riforma costituzionale – ha detto – non risolve alcun problema del Paese. Con Giancarlo Cancellieri, nel giro che abbiamo fatto in Sicilia, nessuno ci ha mai chiesto di cambiare la Costituzione ma, piuttosto, di affrontare i tanti problemi che riguardano le famiglie. Questa riforma non è una priorità". "Se dovesse vincere il Sì - ha proseguito l'esponente del M5S - non accadrà nulla perché il potere rimarrebbe nelle mani di chi ce l’ha avuto negli ultimi vent'anni. Anzi, avrebbero ancora più potere perché la democrazia vive di vasi comunicanti e, se dai potere al vertice, lo riduci alla base. La riforma costituzionale aggiunge un tassello ai vergognosi provvedimenti attuati da questo Governo, che è l’impossibilità di votare il Senato. Quando ci troviamo, ancora una volta, di fronte ad una legge costituzionale che per modifica della Costituzione ci impone di non poter votare più il Senato, io credo che tutti i cittadini italiani non debbano che rispondere 'no'.  Ci hanno impedito di votare per le Province - ha proseguito Di Maio - qui ci sono i Liberi Consorzi di Comuni che si votano tra loro, sindaci e consiglieri. Ci hanno impedito di votare per le città metropolitane, che si votano sempre tra loro sindaci e consiglieri. Ora vogliono impedirci di votare per la Camera, prima con il Porcellum, che ha tolto le preferenze, ed ora con l’Italicum dove ci sono le preferenze ma non servono a nulla perché vengono eletti i capilista". Di Maio ha fatto, quindi, riferimento, alla situazione della Sicilia: "Qui da voi la maggioranza all’Ars, dopo che abbiamo vinto i ballottaggi, ha deciso che non si vince più con il 51 per cento ma con il 40 per cento”. Di Maio ha sottolineato le proposte di modifica alla Costituzione avanzate dal suo movimento non sono state accettate. "C’è un abuso dell’immunità parlamentare - ha commentato - e questa aveva un valore nella fase costituente, perché c’erano parlamentari che si sdraiavano sui binari per difendere la povera gente e interrompevano un pubblico servizio, ma quello era un fine nobile. Oggi l'immunità è per i corrotti e i mafiosi”. Di Maio ha rilanciato la battaglia pentastellata per il reddito di cittadinanza e ha sottolineato la necessità di ridurre le tasse. “A Misterbianco, a Paternò, non ci hanno chiesto di cambiare la Costituzione ma di risolvere i problemi come quelli dei loro figli, che hanno aperto delle attività e sono massacrati dalle tasse. Ci hanno parlato dei problemi dell’immigrazione che è, ormai, un business e un fenomeno incontrollabile nella sua gestione”. Le iniziative a Trapani per il "no" al referendum del Movimento Cinque Stelle non si fermano qui: sabato prossimo, 5 novembre, alle 19, è previsto il comizio del deputato Alessandro Di Battista nel quartiere Cappuccinelli.

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