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Cultura

Referendum 2011, quorum raggiunto

13 Giugno 2011 11:00, di Niki
Referendum 2011, quorum raggiunto
Cultura
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Roma, 13 giugno 2011- I dati definitivi consegnano la validità ai referendum che si sono svolti ieri ed oggi. Un quorum difficile da raggiungere, avversato dai leader della maggioranza, in testa il Presidente del Consiglio seguito dal suo "fido" Bossi e dalla "corte dei miracoli" di nominati che, nella logica aziendale, debbono seguire le direttive del padrone.  Ma il popolo stavolta ha deciso che doveva essere un discorso diverso. Nonostante le date fissate siano state diverse da quelle delle consultazioni elettorali dei grandi centri, cosa che avrebbe consentito il risparmio di ben trecento milioni di euro ( che con gli attuali chiari di luna non sono da disprezzare), e la collocazione della consultazione in una domenica di giugno che da sempre, si sa, invita ad andare al mare, gli italiani hanno deciso: al mare si, ma prima a votare. Facile comprendere quale sarà il risultato di queste consultazioni, sopratutto in due quesiti, quello sulla privatizzazione dell'acqua e quello del nucleare, che sono stati quelli che hanno convinto gli italiani ad andare al voto. Su questioni che toccano la tasca e la salute, l'appeal è stato rilevante. La gente ha risposto con una adesione che è volontà di partecipazione, sopratutto dopo che sono stati scippati della possibilità di eleggere i deputati, ora nominati dai capataz del momento. Ed è ora che una classe politica dissociata e lontana anni luce dalla popolazione, si renda conto della necessità di ridare a chi è titolare del diritto sovrano di decidere quella titolarità che gli è stata tolta. Questa, crediamo, sia anche una chiave di lettura del raggiungimento del quorum, il voler dire a chi ci governa " decido io", il dire “queste leggi che hai fatto in nome del popolo italiano” il popolo non le vuole, non le condivide. In questi anni questa classe politica ha dimostrato poca considerazione del volere popolare. Lo ha fatto quando ha rimesso in vigore il finanziamento dei partiti bocciato dal referendum trasformandolo in rimborso elettorale, lo avrebbe fatto anche ripristinando l’immunità parlamentare, solo che riesce a percepire come su questa legge il rifiuto della gente sarebbe totale. E’ ora che si comprenda, una volta per tutte, che la sovranità del popolo, esercitata secondo quanto previsto dalla Costituzione, non può essere calpestata e che chi ci governa è lì perché da noi delegato e quindi interpreti reali della volontà popolare. Beppe Grillo usa il termine, forse pesante,   “nostri dipendenti” e di fatto lo sono, peraltro profumatamente pagati e poi pensionati. Allora che abbiano un minimo di pudore. E che comprendano che tra i modi di fare esercitare la volontà popolare c’è quello di dare al popolo la possibilità di scegliere i propri delegati e non di subire le scelte verticistiche. Durante una recente trasmissione televisiva l’on. Quagliarello, parlando del suo collega Scilipoti, disse che delle scelte da questi fatte ne avrebbe risposto ai suoi elettori. Mentiva sapendo di mentire. Quali elettori, se il popolo non sceglie i deputati e senatori, ma li subisce in liste bloccate. Che si ritorni al voto di preferenza, che si ritorni alla democrazia. Questo ed altro, oltre che acqua, nucleare e legittimo impedimento, per chi non lo avesse capito, hanno voluto dire gli italiani con il referendum di ieri ed oggi. La cavalcata del Quorum: Domenica 12 Giugno 2011 - Alle ore 10.00: 11,65% Domenica 12 Giugno 2011 - Alle Ore 15.00: 30,34% Domenica 13 Giugno 2011 - Alle Ore 22.00: 40,90% Lunedì 13 Giugno 2011 - Alle Ore 15.00: 57,16% (*) (*) Dati non definitivi

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