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Politica
#Sicilia

Regionali a rischio nullità? Cinque Stelle e Busalacchi all'attacco

19 Ottobre 2017 15:40, di Salvatore Morselli
Regionali a rischio nullità? Cinque Stelle e Busalacchi all'attacco
Politica
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Rischio di invalidazione per le prossime elezioni regionali. Mentre è in corso un’aspra campagna elettorale, si aprono due fronti che potrebbero portare ad invalidare la chiamata alle urne. Nella giornata odierna il Movimento Cinque Stelle ha ufficializzato quella che era una voce ricorrente, la richiesta di verifiche sulla regolarità delle firme raccolte per il listino dei candidati a governatore in Sicilia, con particolare riferimento alle liste a supporto di Micari e Musumeci. Cinque Stelle ha infatti presentato oggi un esposto, sottoscritto da tre deputati all'Assemblea regionale siciliana, Sergio Tancredi, Salvatore Siragusa e Angela Foti, alle Procure siciliane con cui sottolineano come “L'art 14 bis della legge 29 del 1951 prevede che per la presentazione della lista del presidente, il cosiddetto listino, si doveva procedere alla raccolta delle firme di almeno milleottocento e non, come prima, tremilaseicento elettori". Sergio Tancredi, uno dei tre sottoscrittori, deputato di Mazara del Vallo, in una dichiarazione rilasciata all’Ansa ha detto "Abbiamo presentato l'esposto per chiedere la verifica puntuale delle firme a supporto della lista del Presidente. "La scelta di presentarlo in tutte le Procure è dovuta al fatto che le firme del listino si potevano raccogliere in tutta la Regione, a Palermo l'esposto è già stato depositato". L’atto di Cinque Stelle segue la annunciata richiesta di invalidazione delle elezioni ad opera di “Noi Siciliani con Busalacchi – Vox Populi – Sicilia Libera e Sovrana”. Questi avevano presentato ricorso al Tar contro l’esclusione della lista regionale e del collegio di Messina della coalizione, ricorso rigettato dai giudizi amministrativi. Ma nella sentenza , ha dichiarato Lucia Pinsone, presidente di Vox Populi, ci sono i presupposti per invalidare le prossime elezioni, e riguardano i moduli di accettazione della candidatura emessi dall’Ufficio elettorale regionale che non facevano cenno alla legge Severino. “Fatto già grave di per se stesso. –spiega Pinsone - Per peggiorare la vicenda, alcune formazioni politiche hanno presentato una dichiarazione aggiuntiva che faceva riferimento alla Severino e altre addirittura hanno utilizzato dei moduli in cui tale riferimento era presente. Insomma, i candidati al prossimo rinnovo dell’Ars appartengono a tre categorie differenti”. Nella sentenza, dice la Pinsone, il TAR di Palermo scrive “ “ritenuto, conseguentemente, che la giurisprudenza invocata dal ricorrente, espressiva del c.d. favor partecipationis, presuppone comunque che le modalità di presentazione assicurino la consapevolezza da parte dei sottoscrittori non solo – come previsto dalla legislazione nazionale – della lista cui la sottoscrizione si riferisce, ma altresì – come richiesto dalla disposizione regionale sopra richiamata – delle specifiche ed ulteriori indicazioni dei candidati, mancanti nel caso di specie (atteso che i moduli utilizzati non avevano le sopra descritte caratteristiche richieste dalla legge, né di accorgimenti tali da surrogare, come pure si è chiarito, la mancanza della indicazione del contrassegno di lista e dell’elenco dei candidati)”. Motivi che, per “Noi Siciliani con Busalacchi – Vox Populi – Sicilia Libera e Sovrana”, bastano ed avanzano per chiedere, all’atto della proclamazione degli eletti, di invalidare il risultato delle elezioni. Due tempeste in un bicchiere d’acqua e il preannuncio di uno tsunami?

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