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Regione: regali in cambio di favori. Raffica di arresti

19 Giugno 2013 10:56, di Redazione
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Diciassette arresti sono stati effettuati stamattina a Palermo dalla Guardia di Finanza per associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatt...

Diciassette arresti sono stati effettuati stamattina a Palermo dalla Guardia di Finanza per associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazioni. In manette pure due ex assessori e alcuni burocrati regionali. Sequestrate società e beni per 28 milioni di euro. L'inchiesta, condotta dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Alessandro Picchi e Sergio Demontis, ha consentito di scoprire un "comitato d'affari" che per anni, anche corrompendo politici e dirigenti pubblici, avrebbe pilotato gli appalti dei "grandi eventi" in Sicilia. Al centro della vicenda c'è il projet manager Faustino Giacchetto, laureato in Economia, nato a Canicattì. Secondo i pm Giacchetto avrebbe elargito regali e mazzette a politici e funzionari per canalizzare finanziamenti sul Ciapi, un ente di formazione, e per accaparrarsi i più grossi bandi sulla comunicazione della Regione. Insieme al manager sono state arrestate altre 16 persone - fra cui la moglie Concetta Argento e la segretaria Stefania Scaduto - accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.  L’indagine riguarda anche diversi uomini politici siciliani, tra cui cinque ex assessori regionali al Lavoro e alla Formazione: Carmelo Incardona, che ha ricoperto l'incarico tra il maggio 2008 e il maggio 2009; Santi Formica (2006-2007), Francesco Scoma (2004-2006) e Nicola Leanza, attualmente capogruppo dell'Udc all'Ars. La Guardia di Finanza ha denunciato anche l’ex presidente dell'Ars Francesco Cascio (Pdl), che deve rispondere di finanziamento illecito ai partiti, Gaspare Vitrano, ex deputato regionale del Pd, sotto processo per concussione, per aver intascato mazzette riguardanti appalti del settore fotovoltaico. Il "sistema Giacchetto" si sarebbe esteso anche agli Eventi culturali e sportivi organizzati in Sicilia. Bandi su misura e gare pilotate con la compiacenza dei funzionari regionali avrebbero consentito all'imprenditore di gestire a suo piacimento il "Taormina Fashion Award", il Torneo internazionale di golf organizzato a Castiglione di Sicilia, i Mondiali di scherma di Catania, e la Settimana di ciclismo. Di seguito i nomi degli altri arrestati: Francesco Riggio (noto avvocato penalista e presidente del Ciapi), Luigi Gentile (ex assessore regionale e rappresentante della Regione siciliana nel Comitato tecnico scientifico del progetto Co.Or.Ap), Domenico Di Carlo (responsabile, per conto del Consorzio Asi di Palermo, del progetto In.La Sicilia), Gianmaria Sparma (ex assessore e dirigente generale del dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione siciliana), Pietro Messina (legale rappresentante della Effemmerre Group 007 srl e della Effemmerre Team srl, nonché titolare della Strategie di Comunicazione di Messina Pietro), Concetta Argento (moglie di Giacchetto), Gaspare Lo Nigro (ex dirigente generale dell'Agenzia regionale per l’Impiego e la Formazione professionale). In manette anche l'imprenditore Luciano Muratore e Antonino Belcuore (responsabile del “Servizio 20-Servizio turistico di Taormina” dell'Assessorato regionale al Turismo). Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Sandro Compagno (capo area amministrativa del Ciapi), Carmelo Bellissimo (responsabile acquisti Ciapi) e Massimiliano Sala (titolare della ditta Filmax di Sala Massimiliano), Elio Carreca (dirigente del Servizio 6 - Manifestazioni ed Eventi dell'assessorato regionale al Turismo) e Bruno De Vita (vicario del capo di Gabinetto dell'assessore regionale del Turismo della Regione siciliana). “Esprimo con profonda convinzione, ritenendo di interpretare il pensiero della maggior parte dei siciliani, grande gratitudine nei confronti della Magistratura e della Guardia di Finanza, che hanno svolto le indagini su episodi di corruzione registrati negli anni precedenti all’ Assessorato al Turismo". Così si è espresso il presidente della Regione, Rosario Crocetta, commentando la notizia dell'operazione. "L’azione della Magistratura aiuta la Regione e il popolo siciliano a liberarsi dal malaffare e dalla mala politica. Il nostro governo - ha continuato Crocetta – ha riscontrato una serie di criticità che sono state pubblicamente denunciate". Secondo il presidente della Regione "l'azione conferma la correttezza della scelta sulla politica di rotazione". "Ciò non significa - ha precisato Crocetta - che tutti i dirigenti e funzionari regionali siano compromessi, ma i processi di rotazione consentono laddove ci sono, di cominciare nuovi percorsi amministrativi che sono già stati avviati nella maggior parte dei settori della macchina regionale". Riteniamo che ci sia ancora tanto da lavorare - ha concluso il presidente - ma che questo rappresenti l'avvio di una azione importante nei confronti di un sistema malato che deve assolutamente cambiare”.

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