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Restituito al mare esemplare di Caretta caretta

23 Giugno 2014 15:00, di Ornella Fulco
Restituito al mare esemplare di Caretta caretta
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E' Diana il nome dato alla tartaruga della specie Caretta caretta, liberata, sabato scorso, dal WWF in collaborazione con la Guardia Costiera. L'esemplare era stato recuperato da un subacqueo nei pressi di Torre di Ligny a Trapani lo scorso 23 gennaio e poi affidata alle cure del Centro recupero Tartarughe marine WWF di Lampedusa. L'animale era rimasto impigliato in una rete da pesca ed aveva già perso parte della pinna anteriore sinistra. E' stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per la rimozione della parte restante dell’omero e, dopo un lungo periodo di convalescenza, è stato dichiarato idoneo alla reintroduzione nel suo habitat naturale. La liberazione è avvenuta nel primo giorno d’estate, nello stesso specchio d’acqua dove l’esemplare è stato trovato. Una motovedetta della Guardia Costiera, con a bordo la studentessa trapanese di Biologia Erika Ferrara, che durante uno stage svolto a Lampedusa ha curato proprio “Diana”, ha provveduto al rilascio. corso della stessa mattinata alcuni diportisti hanno recuperato, al largo di San Vito lo Capo, un altro esemplare di Caretta caretta in evidente stato di difficoltà. L'animale è stato preso in custodia dalla Guardia Costiera di San Vito lo Capo e sarà trasferita al Centro di recupero di Lampedusa dal personale del WWF Italia. “Le tartarughe marine nel Mediterraneo - commenta il responsabile mare del WWF Italia Marco Costantini - sono vittime di molte minacce più o meno note. Anche in provincia di Trapani, solo nelle ultime tre settimane, sono cinque gli animali rinvenuti morti nell’area del Golfo di Castellammare. Ogni anno si stima che 20.000 tartarughe muoiano, nei soli mari italiani, a causa di una errata gestione da parte dei pescatori che le catturano accidentalmente nelle reti e non sempre le rilasciano nei modi e nei tempi corretti. A queste vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica, gettati in mare, scambiandoli per meduse, che vengono colpite dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle luci artificiali di coste sempre più urbanizzate, i nidi distrutti dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia delle spiagge e da un’attività turistica incontrollata. Il WWF lavora da tempo in stretta collaborazione con i pescatori italiani e dell’altra sponda dell’Adriatico per fornire loro tutti gli strumenti di conoscenza utili per salvare migliaia di animali protetti". Per contribuire direttamente all’impegno di WWF per la protezione di questa specie nell’Adriatico e dell’intero mare Mediterraneo, WWF propone l’adozione simbolica di una tartaruga marina su http://www.wwf.it/mediterraneo/

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