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Revocata accoglienza a migranti, scoppia la protesta al centro "Villa Sant'Andrea" - Trapani Oggi

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Cronaca
Valderice

Revocata accoglienza a migranti, scoppia la protesta al centro "Villa Sant'Andrea"

28 Aprile 2016 15:29, di Ornella Fulco
Revocata accoglienza a migranti, scoppia la protesta al centro "Villa Sant'Andrea"
Cronaca
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Momenti di tensione, stamane, al centro di accoglienza per richiedenti asilo "Villa Sant'Andrea" di Valderice dove sono intervenuti a placare gli animi Polizia e Carabinieri in assetto da ordine pubblico. All'origine della protesta di un gruppo di ospiti, oltre alle lamentele su alcuni aspetti della gestione del centro, tra cui - ancora una volta - il fatto che a dirigerlo è una donna, che non si può cucinare nelle stanze e che queste sarebbero sovraffollate, vi era il provvedimento di revoca dell'accoglienza nella struttura disposto dalla Prefettura di Trapani nei confronti di una quindicina di loro. La normativa vigente, infatti - e in particolare il decreto legislativo 30 maggio 2005 n.140 - dispone la revoca dell'accoglienza al richiedente asilo in una serie di casi tra cui quello in cui vi sia una "violazione grave o ripetuta delle regole del centro ovvero comportamenti gravemente violenti". "Non abbiamo un buon dialogo con la direttrice - afferma uno dei migranti interessati dal provvedimento - ci controlla, ci tratta come bambini. Perché non possiamo cucinare e mangiare nelle nostre stanze? Per questo protestiamo ma non è giusto che adesso ci dicono fate i bagagli e andate via dal centro". Il giovane, come altri ospiti, vive nella struttura da più di un anno. Alcuni riferiscono di non essere stati ancora esaminati dalla Commissione territoriale altri, come un 20enne, arrivato dal Senegal dopo essere rimasto orfano di entrambi in genitori, è qui da due anni dopo il rigetto della sua richiesta di asilo contro cui ha presentato ricorso. Nel frattempo, racconta, ha fatto amicizia con una famiglia di Valderice, lavora saltuariamente come muratore e gli piacerebbe - dice - "studiare matematica e geometria in particolare". Altri ancora si lamentano delle modalità con cui viene assicurata l'assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno. "Ci fanno pagare l'ambulanza del 118". Sul punto Antonio Manca, presidente della cooperativa "Badia Grande" che gestisce il centro è tassativo: "Garantiamo, andando oltre quanto richiesto dalla convenzione stipulata con la Prefettura, la presenza di un medico e di un infermiere per circa 18 ore la settimana e, ovviamente, in caso di emergenze il 118 interviene con ambulanze, che non si pagano". Quanto alle regole da rispettare, principio cardine di ogni normale situazione di convivenza tra persone, afferma: "La Prefettura - prosegue - ci ha dato precisa indicazione di essere rigorosi sul rispetto delle regole interne del centro e a queste ci atteniamo". Anche per quanto riguarda il lamentato sovraffollamento delle stanze Manca sottolinea che "l'Asp ha verificato stanza per stanza il rispetto dei posti letto previsti nel piano da noi presentato senza riscontrare discrepanze tra quanto è sulla carta e quanto esiste effettivamente nei luoghi". Sul posto erano presenti anche un primo dirigente e un funzionario della Questura di Trapani che, come di consueto, avvalendosi dei mediatori culturali in servizio nella struttura, hanno invitato i dimostranti a recedere pacificamente dalla protesta. Dopo qualche ora di attesa, in accordo con gli uffici della Prefettura, le forze dell'ordine hanno lasciato il centro di accoglienza senza, per il momento, eseguire i provvedimenti di allontanamento. Attualmente sono 202 i migranti ospitati nel centro.

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