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Riaprire subito Birgi per evitare enormi danni all'economia del territorio di tutta la Provincia di Trapani

23 Marzo 2011 14:25, di Niki Mazara
Riaprire subito Birgi per evitare enormi danni all'economia del territorio di tutta la Provincia di Trapani
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Roma, 23 marzo 2011 - Antonio d’Alì (PdL), primo firmatario della mozione per la riapertura dell’aeroporto di Trapani Birgi, illustrerà questo pomeriggio nell’aula di Palazzo Madama il documento già sottoscritto da altri trenta senatori.  Il Sen. Antonio d'Ali illustrerà già nella seduta di questo pomeriggio una mozione che lo vede primo firmatario, e sottoscritta da altri 30 senatori tra cui capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, per la riapertura dello scalo di Trapani Birgi."La mozione – afferma d’Alì – costituisce l'evidenza parlamentare della volontà politica del Pdl e del centrodestra di affrontare rapidamente la questione della riapertura dello scalo civile di trapani Birgi" “Abbiamo costruito con le nostre risorse e le nostre fatiche un sistema formidabile di economia "pulita" e non vogliamo – continua d’Alì – che venga compromesso per le pur comprensibili esigenze militari straordinarie del momento, che tuttavia devono essere coniugate e rese compatibili  con la ripresa dei voli civili”. “Ringrazio il Presidente del Consiglio, i ministri competenti Matteoli e La Russa ed i ministri siciliani Alfano e Prestigiacomo, oltreché numerosissimi autorevoli parlamentari,  come il Presidente della Commissione Trasporti della Camera On. Mario Valducci, e naturalmente – conclude d’Alì - i capigruppo del Pdl al Senato per la tempestiva attenzione riservata al problema e attendiamo fiduciosi gli esiti del dibattito parlamentare di questo pomeriggio". La mozione, riccamente articolata, prende in esame le circostanze della chiusura e, soprattutto, le gravi ricadute in termini economici ed occupazionali per l’intero territorio della provincia di Trapani, per il settore turistico (nel quale, a detta degli operatori si registrano cancellazioni dal 30 al 50 per cento delle prenotazioni), per la società di gestione che perde mediamente centomila euro al giorno, per il personale dell’aeroporto (diretto ed indotto) che s’è ritrovato dall’oggi al domani senza lavoro. Di seguito il testo della mozione Mozione ex Art. 157 Reg. Senato Il Senato, premesso che: In attuazione della Risoluzione n. 1973 approvata in sede ONU l'Italia ha assicurato il suo appoggio all'operazione in termini di disponibilità logistica con ben 7(sette) basi aeronautiche sul proprio territorio, tra cui è annoverata la base militare di Birgi 37° stormo, unica assieme a Pantelleria ad essere contigua ad uno scalo civile; rilevato che: -In realtà tale attività registra l'uso prevalente della base di Birgi rispetto alle altre disponibili tanto da fare ritenere la stessa, anche a causa della conseguente elevatissima attenzione mediatica, si trovi in una zona esposta a pericoli di guerra; - in data 20 marzo u.s. le autorità militari, come alcune cronache hanno riferito non avvertendo l'autorità politica, hanno deliberato ed attuato la chiusura dello scalo civile di Trapani/Marsala/ Birgi con l'effetto immediato  (appena venti ore di tempo per ricoverare  in via assolutamente provvisoria sullo scalo di Palermo/Falcone-Borsellino trentasei voli di linea!) della cessazione di tutti i collegamenti nazionali ed internazionali in programmazione; considerato che: - l'Aeroporto civile di Trapani/Marsala, contiguo alla base militare di Birgi, nell'arco di soli quattro anni ha incrementato il volume di passeggeri da circa 300.000 ad oltre 1.800.000 unita', ponendosi come terzo scalo nazionale ed internazionale per volumi di traffico in Sicilia, primo per incremento percentuale dell'intero territorio nazionale nel 2010, complementare con lo scalo di Palermo nell'offerta del trasporto aereo  ad un bacino di oltre duemilioni di abitanti e ad un notevolissimo traffico turistico - l'assistenza a terra è prestata da una società di gestione a maggioranza pubblica con circa 250 addetti, in una efficiente e moderna aerostazione i cui rilevanti lavori di risistemazione appena terminati sono stati effettuati con rilevanti risorse (oltre venti milioni di euro) sui Fondi Europei 2000/2007 e della stessa società di gestione - il personale ha già ricevuto preavviso di licenziamento e che il danno emergente in capo alle attività della società di gestione aeroportuale è quantificabile in oltre €.100.000 al giorno; mentre il danno immediato per il territorio e' stato gia' quantificato da analisti economici in oltre €600.000,00 al giorno ed  e' destinato ad aggravarsi in presenza di un preoccupante flusso già avviato nelle ultime ore di cancellazioni di prenotazioni per la imminente stagione turistica ritenuto che: in considerazione di tutto quanto sopra  ogni giorno di protrarsi della chiusura dello scalo civile di Trapani/Marsala sempre più ne compromette  gravemente la possibilità di una futura ripresa di attività ai livelli di efficienza raggiunti; ritenuto che è precipuo interesse della Nazione e del Governo ridurre al minimo le conseguenze negative in danno di singole porzioni di territorio nazionale causate da attività collegate alla decisione di partecipare ad operazioni militari internazionali impegna il Governo: all'immediato insediamento - oggi stesso - di un tavolo permanente  tra autorità di Governo - Presidenza del Consiglio, ministri dei Trasporti e della Difesa-  autorità militari, ENAC, Provincia Regionale di Trapani e tutte le autorità, gli enti locali e le società di gestione locale interessate finalizzato a: -      a valutare un più equilibrato dimensionamento delle attività di supporto logistico aeronautico da apprestare nel contesto dell'operazione <

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