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Palermo | Cronaca

Rifiuti: chiesto rinvio a giudizio per l'ex direttore dell'Ato Tp1 ed altri cinque

18 Aprile 2014 12:11, di Ornella Fulco
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La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex direttore generale, e poi commissario liquidatore dell'Ato Tp1...

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex direttore generale, e poi commissario liquidatore dell'Ato Tp1 "Terra dei Fenici", Salvatore Alestra, del direttore area Sud della Aimeri Ambiente, Orazio Colimberti, del capo impianto del cantiere di Trapani della stessa società, Salvatore Reina, e poi, ancora, di Michele Foderà, amministratore di fatto della società Sicilfert, di Pietro Foderà, socio e responsabile di fatto dei conferimenti nella Sicilfert e di Caterina Foderà, responsabile amministrativo della stesa società. Secondo la Procura, con l'utilizzo di più operazioni di raccolta e trasporto dei rifiuti provenienti dai comuni che facevano parte dell'Ato Tp 1, con il conferimento degli stessi nel centro di compostaggio della Sicilfert, che si trova in contrada Maimone di Marsala, e utilizzando i mezzi dell'Aimeri Ambiente, avrebbero gestito "abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti urbani". La stima è di circa 47.241 tonnellate. I magistrati di Palermo ritengono di avere scoperto un sistema che consentiva sistematicamente di omettere di raccogliere all'origine le diverse frazioni di rifiuti in modo selezionato per poi catalogare fittiziamente questi rifiuti non differenziati come "rifiuto biodegradabile di cucine e mense" piuttosto che come "rifiuti urbani non differenziati". In questo modo venivano conferiti e smaltiti nell'impianto della Sicilfert rifiuti da cui derivava solo fittiziamente il compost dato che non veniva utilizzata la sola frazione organica ma "rifiuti solidi urbani contenenti plastiche, metalli e vetro". Questa finta raccolta differenziata, secondo la Procura palermitana, avrebbe consentito alla Aimeri Ambiente di ottenere un "ingiusto profitto" che consisteva nel non dover pagare le sanzioni previste dal capitolato d'appalto "in caso di mancato raggiungimento delle previste percentuali di raccolta differenziata ed in caso di mancata esecuzione dei servizi base". Del sistema beneficiava anche la Sicilfert che avrebbe percepito "le somme dall'Aimeri Ambiente per un servizio di smaltimento di rifiuti organici che, in realtà, non veniva reso, in quanto smaltivano il rifiuto solido urbano tal quale in luogo della sola frazione organica del rifiuto". A Salvatore Alestra, nella sua qualità di direttore generale e poi commissario liquidatore dell'Ato Tp1, viene contestato di aver volontariamente omesso di effettuare i necessari controlli sulle operazioni eseguite. Per la Procura di Palermo Alestra "su istigazione di Colimberti" e di un "soggetto che rivestiva la qualifica parlamentare, per il quale si procede separatamente", avrebbe compiuto azioni di "un medesimo disegno criminoso": Alestra non avrebbe esercitato i poteri di controllo che aveva nei confronti dell'Aimeri, venendo meno ai suoi doveri di uffici,  tra cui c'era anche la quantificazione delle penali a carico della società. In cambio avrebbe ricevuto da Colimberti, direttore area Sud dell'Aimeri, "per sé e per gli altri", assunzioni presso la stessa società. Tra le persone assunte, citate nella richiesta di rinvio a giudizio, ci sono il cognato e la fidanzata del figlio, oltre ad altre persone che sarebbe state a lui gradite. Nel giro delle assunzioni la Procura indica anche altre nove persone segnalate dal parlamentare indagato. Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Palermo ha fissato la prima udienza per il prossimo 13 maggio. In quella sede dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura. Le parti offese indicate sono il presidente della Provincia di Palermo, il presidente della Regione, il Ministero dell'Ambiente, il legale rappresentante dell'Ato Tp1 e il sindaco di Erice. E proprio in relazione a quest'ultima amministrazione comunale, bisogna ricordare come l'operato della Aimeri Ambiente fosse stato, più volte, messo in discussione chiedendo il rispetto, da parte della società, dei termini dell'accordo sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. "Di certo - ha dichiarato il sindaco Giacomo Tranchida - non cambierò e non farò sconti ad alcuno, anche all'interno del Pd, che voglio profondamente diverso rispetto a gran parte del passato, ma continuerò a lottare per difendere gli interessi legittimi dei miei concittadini e contestualmente di tutti gli abitanti dei Comuni ex Ato Terra dei Fenici dalle malefatte che un grumo di potere professionale, imprenditoriale e politico avevano in animo di perpetrare in danno dei Comuni e dei cittadini contribuenti, in relazione alle coperture, ai diversi livelli, per i disservizi sulla raccolta differenziata gestita dall'Aimeri Ambiente, pur di assicurarsi vantaggi personali e politico-clientelari". L'amministrazione comunale ericina ha affidato l'incarico all'avvocato Giuseppe Rando, trapanese del Foro di Roma, di attivarsi per la costituzione di parte civile. Dell'Ato Tp1 "Terra dei Fenici" hanno fatto parte anche i comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo, Marsala, Valderice, Paceco, Calatafimi, Buseto Palizzolo, Custonaci, Favignana, Pantelleria e San Vito Lo Capo. Anche Trapani era ricompresa nella stessa società d'ambito ma non ha mai utilizzato l'Aimeri per il servizio ma la controllata"Trapani Servizi".

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