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Rifiuti, la Sicilia ultima tra le regioni italiane nella raccolta differenziata

30 Ottobre 2016 17:22, di Niki Mazzara
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Mentre a Trapani e in diversi altri centri della sua provincia le amministrazioni continuano a dover fare i conti con l'emergenza rifiuti e provano ad incentivare la differenziata, anche con la "minaccia" di maggiori controlli e sanzioni per i cittadini che non rispettano le regole, sono i dati regionali a fornire un quadro sconsolante: quello che vede la Sicilia è la peggiore regione in Italia come percentuale di avvio a riciclo e intercettazione pro capite di raccolta differenziata. E’ un quadro allarmante quello che emerge dal 6° Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, presentato nei giorni scorsi a Roma nelle sede dell'Anci. Nel 2015, nell'Isola, solo il 10,81% dei rifiuti urbani è stato avviato al riciclo, un dato lontanissimo dall’obiettivo UE del 50% entro il 2020 e, addirittura, in calo dell’8,66% rispetto al 2014; anche la percentuale individuale di raccolta differenziata, in Sicilia, è ferma a 54,81 chilogrami per abitante rispetto alla media nazionale di 253 chilogrammi. “Il Rapporto conferma l’immagine di un Paese a due velocità - ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti - con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l'obiettivo entro il 2020”. A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di Regioni italiane che hanno raggiunto, con ben cinque anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di rifiuti avviati al riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e, come new entry, la Valle D’Aosta. I comuni che hanno già superato l’obiettivo della Direttiva Europea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Lo studio evidenzia un lieve aumento ( 0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 chilogrammi per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata ( 3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo ( 1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti. Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%.

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