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Ripristino ferrovia Castelvetrano Porto Empedocle: dibattito acceso

27 Ottobre 2021 16:53, di Redazione
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L’ idea è di ripristinare la linea ferroviaria solo nel tratto Castelvetrano-Porto Palo

L’ idea di ripristinare la linea ferroviaria Castelvetrano-Porto Empedocle, limitatamente al tratto Castelvetrano-Porto Palo, linea ferroviaria a scartamento ridotto chiusa all’esercizio ferroviario da 36 anni, da un lato ha una sua suggestione, dall’altro deve fare i conti con una realtà molto diversa da quando la tratta venne soppressa. In una nota stampa l’ ingegnere civile trasporti sta nonché amministratore di “Sicilia in Progress”, 

Roberto Di Maria, sottolinea di essere perplesso in merito al cosiddetto “tavolo tecnico” per il ripristino di detta tratta.  “ Chi avesse studiato sul serio le vicende legate alla dismissione della linea – scrive Di Maria - avrebbe compreso facilmente che alla base di questa scelta vi fu proprio l’utilizzo di uno scartamento del tutto peculiare, che rendeva necessario l’utilizzo di mezzi ad hoc. Il che aumentava enormemente i costi di esercizio di una linea già gravata dalla pesante concorrenza del gommato”.

Da qui la convinzione che sia un errore “ richiederne la riapertura con lo stesso scartamento, riproducendo, in chiave moderna, le stesse problematiche del passato. Così come è del tutto errato ipotizzare un ripristino, peraltro costosissimo, sullo stesso sedime preesistente dall’andamento plano-altimetrico oltremodo tortuoso ed incompatibile con il moderno esercizio ferroviario. Inoltre, è ancora più errato ignorare quanto avvenuto negli ultimi 36 anni lungo tutto l’ex tracciato ferroviario in termini di alterazione dell’esistente, apposizione di vincoli ed alienazione della proprietà”.

Per l’ingegnere Di Maria vi sono “ tre errori puntualmente commessi da chi ha voluto, insistentemente, percorrere la strada del ripristino “filologico” aggiungendone un quarto: l’utilizzo di mezzi d’epoca, opportunamente restaurati. Il che farebbe presumere il riprodursi di quanto abbiamo visto nelle poche linee ferroviarie italiane dismesse e poi riaperte (col contagocce) all’esercizio: pochi treni al mese, se non all’anno, per eventi occasionali. Turismo si, ma a dosi omeopatiche, dal momento che nel migliore dei casi le ferrovie turistiche trasportano qualche centinaio di passeggeri al mese”. 

Di Maria ricorda poi l'intervento del  dott. Roberto Fiorentino , Direttore della riserva della foce del Belice, istituita nel 1984 intorno al tracciato della linea; la cui esistenza, evidentemente, è sfuggita ai promotori dell’iniziativa”  che sottolinea la presenza di vincoli paesaggistici che impongono di “sottoporre il progetto a procedura di valutazione di incidenza” e che “si potrebbe già concludere che è improbabile che per la costruzione dell’opera in oggetto….. non si producano effetti significativi sul sito Natura 2000 e che già dalla fase di screening, il progetto avrebbe una valutazione poco favorevole”.

Un intervento che  appare quasi come una pietra tombale su un’ipotesi che non soltanto " avrebbe minacciato la Riserva naturale della foce del Belice, ma anche la bellissima pista ciclabile realizzata tra Porto Palo, Menfi e il fiume Carboj. Tutti aspetti colpevolmente trascurati da chi non sogna un vero ripristino ferroviario, ma il ritorno ad un passato che non esiste più, cancellato da 36 anni di evoluzione dei territori e di scelte urbanistiche e di mobilità ormai consolidate”.

Considerazioni oggettive di cui lo stesso scrivente si dispiace, tanto da avanzare una ipotesi di fattibilitĂ .
“ Esiste infatti un modo per riportare i treni nel territorio compreso tra Castelvetrano e Porto Empedocle senza arrecare alcun danno al patrimonio esistente, ambientale o urbanistico che sia. Ed offrendo ai territori servizi ferroviari in grado di collegarli rapidamente con il resto della regione e con il continente, sottraendoli al loro attuale isolamento. 

L’ipotesi è quella di una ferrovia a scartamento ordinario, su nuovo tracciato, già presentata sul sito www.siciliainprogress.com* ed accolta con favore dalla stampa locale e dell’amministrazione del comune di Menfi. Un tracciato moderno, performante e sostenibile, con caratteristiche plano-altimetriche tali da consentire sia il moderno esercizio ferroviario, sia la presenza di treni turistici, o storici.  Una ferrovia che consentirebbe di attivare corse regionali Trapani - Agrigento o servizi Intercity e Frecciabianca (di prossima attivazione in Sicilia) che attraverso il tracciato Trapani-Agrigento-Catania-Messina raggiungerebbero Roma o altre destinazioni nel continente. Un’infrastruttura – conclude Roberto Di Maria -  che avrebbe, pertanto, ricadute sul turismo ben più consistenti rispetto al ripristino del lento e problematico tracciato storico”.

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