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Rivive anche quest'anno la processione notturna della "Mmaculatedda" - Trapani Oggi

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Rivive anche quest'anno la processione notturna della "Mmaculatedda"

05 Dicembre 2014 17:27, di Ornella Fulco
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Calatafimi si prepara a far rivivere, anche quest'anno, l'antica tradizione della processione notturna dedicata all'Immacolata. Nella notte fra il 7 e l'8 dicembre, alle 4 del mattino, un’infinita scia di fuoco, creata dalle tipiche “ciaccule di disa”, attraversa le vie del centro storico precedendo la statua della Madonna. A rendere il contesto ancora più caratteristico contribuiscono anche le cosiddette “vuciate” - invocazioni di protezione - recitate lungo il cammino. Come spesso accade, al fervore religioso si accompagnano anche aspetti di tipo folklorico: già nelle prime ore della sera del 7 dicembre i cittadini di Calatafimi si riuniscono in comitive per organizzare la “tavulidda” un’abbondante cena che termina al tocco delle campane della chiesa di San Michele, nel cuore del centro storico. Lo scampanio richiama i fedeli a porsi, ciascuno con la propria “ciaccula”, in processione dietro alla statua della Madonna riccamente addobbata di fiori. Sono le 4 dell'8 dicembre e inizia il corteo: "Trema lu `nfernu e trionfa Maria" si sente dire a gran voce, o anche “Sintennu lu nnomu di Maria lu `nfernu trema” e al suono delle "vuciate" i fedeli procedono lungo le vie del paese per poi radunarsi davanti la chiesa di San Michele dove viene consumato il rogo finale di quello che è rimasto delle “ciaccole”. La tradizione della processione notturna è legata al nome di mastro Vincenzo Avila che, dopo aver acquistato un’effigie in cartapesta della Vergine da tenere nella propria abitazione, decise di farla benedire all’alba dell’8 dicembre del 1908, a conclusione della Novena. Insieme ad altri suoi colleghi calzolai, trasportò di notte, prima dell’inizio delle funzioni sacre, il simulacro nella chiesa di San Michele. Da allora, l'evento si ripetè ogni anno trasformandosi in una vera e propria processione, man mano che i devoti aumentavano di numero. Per illuminare il tragitto, quando ancora non c'era l'illuminazione elettrica, si cominciarono ad utilizzare fiaccole realizzate con il gambo di un particolare tipo di pianta erbacea, che cresce a ciuffi, l'ampelodesma, in dialetto "i busi di ddisa". Per chi volesse maggiori particolari sulla processione e su come assistervi, è possibile contattare l'ufficio Ufficio turistico di Calatafimi allo 0924-9505501 e la Proloco al 3339245687.

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