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Salone: "Il porto di Trapani non può dipendere da quello di Palermo"

25 Aprile 2014 16:24, di Niki Mazzara
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L'ipotesi che il porto di Trapani possa essere inserito nell'area di competenza della Autorità Portuale di Palermo sembra profilarsi concretamente attraverso il progetto di riforma della legge 84/1994, inteso a dare un nuovo ordinamento ai porti classificati di interesse nazionale. La proposta è stata avanzata dal Ministero delle Infrastrutture, retto da Maurizio Lupi, nell'ambito di un piano di riduzione delle Autorità Portuali in tutto il Paese. Un'ipotesi che non piace al consigliere comunale Francesco Salone che ha presentato un'interpellanza al sindaco Vito Damiano perché, come primo cittadino di Trapani, faccia il possibile attraverso «le iniziative conseguenti perché, nell'interesse generale della città di Trapani, il porto del capoluogo mantenga la sua autonomia gestionale dalla Autorità Portuale di Palermo e rimanga affidato alle competenze della Capitaneria di Porto di Trapani». "Non è possibile tollerare una prevaricazione di questo genere - afferma Salone - considerato che Trapani è stata già scippata dell'Autorità portuale. Il pericolo più grave è che il porto e la città di Trapani verrebbero penalizzati perché subordinati alle scelte e agli interessi del porto e della città di Palermo. Tutti gli operatori portuali con i quali ho avuto modo di parlare - continua Salone - sono fieramente contrari ad una ipotesi di dipendenza da Palermo. I timori, a mio avviso fondati, sono legati alla gestione dei traffici commerciali e crocieristici, in crescita nel porto di Trapani, che facilmente potrebbero essere dirottati a Palermo". Salone pone in evidenza anche un dato più squisitamente politico" "Tutto ciò potrebbe accadere sotto l'egida di un ministro, Maurizio Lupi, che nel corso dell'ultima campagna elettorale, a braccetto del senatore Antonio d'Alì per le strade di Trapani, aveva dato precise garanzie circa la salvaguardia dell'autonomia del porto di Trapani. Ora questa proposta di riforma giunge quasi come una beffa". Copia dell'interpellanza è stata inviata al Ministro delle Infrastrutture, al Presidente della Regione Siciliana e ai parlamentari nazionali e regionali del Trapanese.

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