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Satiro Danzante a rischio di Alessandro Accardo Palumbo

20 Gennaio 2011 13:41, di Niki Mazara
Satiro Danzante a rischio di Alessandro Accardo Palumbo
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Mazara del Vallo, 20 gennaio 2011-Il grosso rischio è che un capolavoro che ci invidiano in tutto il mondo possa “schiattare” in balia delle intemperie.  Lo scrive Alessandro Accardo Palumbo oggi su "Quotidiano di Sicilia"ricordando come "il Satiro danzante di Mazara del Vallo - opera bronzea attribuita da Paolo Moreno a Prassitele - è esposto al caldo, al freddo e all’umidità". Pardossalemente, " Il satiro se la passa meglio - dice Gianfranco Zanna responsabile per i Beni culturali di Legambiente Sicilia - quando va in giro per il mondo, che non quando sta a Mazara: anzi alcune partenze, in particolare quella per Parigi, sono state giustificate per realizzare l’impianto di climatizzazione che, nel museo predisposto presso l’ex chiesa di S. Egidio, non esiste”. La cura della preziosa statua (valutata dagli specialisti intorno ai 4 milioni di euro) e la gestione del museo, spettano alla Regione Sicilia.“I fattori ambientali possono innescare nuovi processi di corrosione – afferma Roberto Petriaggi, che ha diretto il risanamento del Satiro danzante all’Istituto centrale per il restauro di Roma, per 4 anni e mezzo – cosa già avvenuta in passato”. L’esperto dell’Icr conferma che “l’assenza di un clima controllato è un problema annoso che doveva essere risolto”. L’autorevolissima conferma del pericolo, scrive ancora Alessandro Accardo Palumbo, non dovrebbe far dormire sonni tranquilli ai responsabili della tutela dello splendido reperto. Un problema notissimo, tant’è che subito dopo ‘la cura’, gli studiosi consigliavano di proteggere il delicatissimo bronzo all’interno di una teca. L’umidità ed il sale marino (il museo regionale, che custodisce il satiro danzante, è collocato a poche decine di metri dal mare) potrebbero, infatti, essere letali per l’opera.Il sito che ospita il satiro danzante, rappresenta di fatto, una struttura inadeguata sotto un duplice punto di vista: strategico e tattico. Da una parte, l’assenza dell’impianto di climatizzazione, compromette la conservazione dell’antico manufatto (la delicatissima lega metallica di cui è fatta l’opera è spessa poco più di 5 mm.); dall’altra, il percorso espositivo, che dovrebbe valorizzarla, è ambiguo.Riguardo al primo problema, il rischio è legato all’impossibilità di controllare gli sbalzi della temperatura (non dovrebbe superare i 20 °C) e ad altri fattori esterni (umidità massima al 60%), cui il museo è totalmente permeabile. Eppure basterebbero poco meno di 200 mila euro, per la climatizzazione dell’unica sala che ospita il museo. L’altra falla, relativa all’esposizione dell’opera d’arte,-continua Alessandro Accardo Palumbo -solleva le ire di Vittorio Sgarbi: “Hanno fatto un allestimento pederastico – dice il critico d’arte –. Il Satiro è esposto alla rovescia, l’hanno messo - invece che nel luogo naturale, l’abside della chiesa - in un percorso perverso; rovesciato, un po’ in diagonale: si vede di sbieco – conclude Sgarbi – messo obliquo e dalla parte rovesciata. Èuna sciocchezza”.Il Satiro, nonostante tutto, ha fatto incassare, nei primi cinque mesi di quest’anno, 23.688 euro, raccolti grazie ai 15.468 biglietti d’ingresso. Attenzione però, sottolinea Alessandro Accardo Palumbo, nemmeno un euro di questi proventi è stato speso per il prezioso bronzo.

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