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Cronaca
Trapani

Sbarcati 887 migranti, la metà saranno trasferiti fuori provincia

06 Maggio 2014 14:26, di Ornella Fulco
Sbarcati 887 migranti, la metà saranno trasferiti fuori provincia
Cronaca
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"Abbiamo avvistato sui nostri radar l'imbarcazione con i migranti domenica scorsa a circa 120 miglia a sud di Lampedusa, abbiamo inviato il nostro elicottero in ricognizione: ci siamo resi conto che il numero delle persone a bordo era enorme e ci siamo diretti sul posto per salvarli". Racconta così le prime fasi del recupero degli 887 extracomunitari sbarcati stamane al porto di Trapani, il capitano Massimiliano Siragusa, comandante della fregata "Aliseo". Sulla nave della Marina Militare Italiana ce n'erano circa 500, la restante parte, infatti, dopo le prime fasi del salvataggio, era stata accolta a bordo - nella serata di domenica - del rimorchiatore "Asso 30", della compagnia Augusta off-shore, fatto convergere in zona a supporto. L'unità mercantile, peraltro, non è nuova ad operazioni del genere avendo partecipato già altre volte al recupero in mare di migranti. Tra gli extracomunitari sono 195 i minori, 145 le donne, alcune in stato di gravidanza. "Quando abbiamo cominciato le operazioni di imbarco - prosegue il capitano Siragusa - non immaginavamo che da quel peschereccio di 20-25 metri potessero venir fuori così tante persone, continuavano a salire da sottocoperta donne, bambini, anziani, interi gruppi familiari". Le operazioni di trasbordo su nave Aliseo si sono concluse intorno alle 20 di domenica. Poi l'intervento del rimorchiatore che ne ha prese a bordo 350 "perchè la situazione da noi era al limite della sostenibilità", dice ancora il capitano di fregata. "Siamo addestrati ad operare in mare, abbiamo tanti anni di servizio sulle spalle ma a queste scene non ci si abitua - commenta Siragusa - siamo tutti padri di famiglia a bordo ed umanamente viviamo esperienze toccanti. Queste persone vedono in noi, oltre che la salvezza, una speranza che si rinnova. Noi li ospitiamo al meglio che possiamo e poi li consegniamo alle autorità a terra". "Place of safety" (ndr. luogo della sicurezza) viene chiamato in gergo il porto a cui le unità che hanno a bordo i migranti sono destinate, di volta in volta, per depositare il loro carico umano. "Trapani - racconta il comandante Siragusa - era a 35 ore di navigazione dal punto in cui ci trovavamo. Durante il viaggio abbiamo dovuto tenere una velocità di circa 11 nodi, minore di quella abituale, perchè non potevamo distanziare il rimorchiatore Asso 30: gli extracomunitari a bordo - per la maggior parte di provenienza subsahariana - erano, comunque, sotto la mia responsabilità". A terra, al molo Ronciglio, anche oggi la macchina dell'accoglienza ha funzionato in maniera ottimale: tre persone sono state sbarcate con priorità per le loro condizioni fisiche, tra loro anche una donna al sesto mese di gravidanza. Le forze dell'ordine erano presenti non soltanto per garantire un sereno svolgimento delle operazioni ma anche per condurre i primi accertamenti utili ad individuare gli scafisti. Cosa non facile, peraltro, perchè gli extracomunitari - in attesa di definire il loro status di eventuali rifugiati o richiedenti asilo - non possono essere ascoltati come "persone informate sui fatti". In base al Testo unico sull'immigrazione stanno tentando di entrare illegalmente in Italia e, quindi, per essere interrogati dai magistrati devono essere assistiti da un avvocato e, come qualsiasi persona accusata di un reato, possono avvalersi anche della facoltà di non rispondere. Soltanto poco meno della metà degli extracomunitari sbarcato oggi potrà essere ospitato nelle strutture di accoglienza sparse in provincia di Trapani. Già oggi pomeriggio, e fino a stanotte, dall'aeroporto di Birgi, partiranno alcuni voli charter verso il Piemonte e la Liguria. Tra coloro che hanno risposto alla richiesta di collaborazione lanciata già ieri dal Prefetto Leopoldo Falco, ci sarebbero anche Roma e la Calabria.

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