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Cronaca
Trapani

Scrigno. Richieste milionarie dai Comuni come risarcimento

24 Gennaio 2020 08:59, di Laura Spanò
Scrigno. Richieste milionarie dai Comuni come risarcimento
Cronaca
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Il Comune di Trapani ha chiesto il risarcimento di un milione di euro nella costituzione di parte civile al processo scaturito dall’operazione antimafia “Scrigno”. L'inchiesta (effettuata dai carabinieri lo scorso 5 marzo) che ha svelato i rapporto tra mafia, politica e imprenditoria in provincia di Trapani, ha coinvolto 29 persone, tra questi i vertici della famiglia mafiosa trapanese, come Pietro e Francesco Virga, Franco Orlando, ma anche personaggi di spicco della politica, come l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, arrestato nell’operazione, e Ivana Inferrera, ex assessore di Trapani. Nelle di pagine del fascicolo “Scrigno” ci sono i rapporti tra esponenti politici e membri di cosa nostra per accaparrarsi voti utili alle varie tornate elettorali.
Oggi nel corso dell'Udienza innanzi il Gup di Palermo, saranno sentiti gli avvocati degli indagati per in merito alle richieste di costituzione di parte civile presentate da Enti e Associazioni e Onlus.
Tra le amministrazioni che hanno chiesto di partecipare, e in caso di condanna degli imputati, di avere riconosciuti i risarcimenti, i Comuni di Paceco, Valderice, Favignana e Campobello di Mazara. Comuni nei cui territori si sono verificati molti dei fatti “incriminati”, e la cui “vita democratica” sarebbe stata minata dalle malefatte dei protagonisti dell’inchiesta.
Manca Erice nella lista dei comuni che hanno presentato costituzione di parte civile, alcuni degli indagati oggetto dell’inchiesta riguardano proprio la vita politica ericina.
Il legale incaricato dal Comune di Trapani elenca tutti i fatti che avrebbero danneggiato la comunità trapanese. Come si legge nella costituzione di parte civile, quello di associazione mafiosa è un reato “plurioffensivo”, che non danneggia solo le vittime dirette, ma le intere comunità. In questo senso si legge che la famiglia mafiosa di Trapani, grazie alle relazioni con altre famiglie mafiose, è intervenuta “attivamente nelle competizioni elettorali in favore di vari candidati, attraverso accordi, anche con corrispettivo di denaro, volti ad alterare il risultato elettorale e far acquisire al sodalizio denaro e potere”. Influenza, quella di cosa nostra, che si sarebbe compiuta nelle elezioni amministrative del 2017 a Trapani ed Erice, in quelle regionali dello stesso anno, e in quelle nazionali del 2018.
Motivazioni simili anche nel caso del Comune di Favignana che ha presentato richiesta di costituzione di parte civile per avere riconosciuto il danno di immagine pari a 500 mila euro.
I Comuni di Valderice e Paceco, chiedono come danno d’immagine, in caso di condanna degli imputati, 500 mila euro.

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