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Cronaca
Castellammare del Golfo

Sequestrano e torturano connazionale per un presunto tradimento

20 Gennaio 2014 10:24, di Ornella Fulco
Sequestrano e torturano connazionale per un presunto tradimento
Cronaca
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Era convinto che la convivente lo tradisse con un connazionale e così, accecato dalla gelosia, insieme al fratello ha sequestrato e torturato il presunto rivale. Sono finiti in manette, con una lunga lista di accuse, Bassem e Aimen Loudhaief, tunisini di 20 e 25 anni, arrestati dai Carabinieri di Alcamo e ritenuti responsabili di tentato omicidio, sequestro di persona, lesioni personali, porto abusivo di arma, minacce aggravate, danneggiamento aggravato e maltrattamenti in famiglia. I due, venerdì scorso, avevano sequestrato un loro connazionale, K.M. lo avevano condotto nell'abitazione di uno di loro e lo avevano sottoposto ad una serie di torture. L'incubo, per il presunto rivale di Bassem Loudhaief, è iniziato quando è stato prelevato, sotto la minaccia di un coltello, mentre si trovava al lavoro nel ristorante “Egesta Mare” in piazza Petrolo a Castellammare del Golfo. Il giovane è stato costretto a salire a bordo della vettura dei due, una Peugeot 206 di colore nero, dopo che lo avevano cercato, in precedenza, presso la sua abitazione. Lì, non trovandolo, avevano scardinato la porta di ingresso prendendola a colpi d'ascia - poi ritrovata dai Carabinieri ancora conficcata al centro della porta - e, una volta dentro, avevano scatenato la loro furia mettendo a soqquadro l’appartamento. I militari della Stazione Carabinieri di Castellammare del Golfo, allertati da una telefonata che segnalava il sequesto, si sono recatisi al ristorante e hanno appreso da coloro che avevano assistito all’accaduto che, verosimilmente, i sequestratori erano due tunisini residenti a Calatafimi-Segesta che lavoravano al ristorante “Agorà”. Mentre erano in corso le ricerche dei due, è giunta una telefonata al 112 che segnalava la presenza di un giovane in precarie condizioni fisiche e di probabile nazionalità tunisina, all’interno del bar “Creative” di Calatafimi-Segesta. I militari giunti sul posto hanno trovato K. M. in evidente stato di shock. Il giovane è stato soccorso e trasportato al Pronto Soccorso dell'ospedale "San Vito e Santo Spirito" di Alcamo. I Carabinieri si sono, quindi, diretti all’abitazione di uno dei sospettati, in via De Amicis a Calatafimi-Segesta, dove Bassem e Aimen Loudhaief sono stati rintracciati mentre stavano salendo a bordo della loro auto, insieme alla convivente di Bassem - di nazionalità italiana -  e a loro figlioletto di tre anni, probabilmente per fuggire; bloccati, sono stati condotti in caserma. In base alle dichiarazioni del sequestrato e della giovane gli investigatori hanno potuto ricostruire la vicenda: K.M., una volta prelevato con la forza e dietro la minaccia di un coltello dai due aguzzini, era stato portato a casa dei fratelli Loudhaief a Calatafimi-Segesta, e sottoposto, per circa due ore, ad una serie di feroci sevizie: colpito violentemente al capo con una mazza in legno, tanto da perdere i sensi, dopo aver ripreso conoscenza era stato nuovamente colpito con un vaso di vetro, con bastoni, pugni e calci su tutto il corpo. Gli aggressori avevano anche tentato di legarlo ad una sedia con una corda, causandogli un trauma cranico, la rottura di due dita di una mano e numerose ecchimosi su tutto il corpo. Il giovane, però, approfittando di un attimo di distrazione dei sequestratori, è riuscito ad uscire dall'abitazione e a darsi alla fuga, rincorso da Bassem Loudhaief, trovando poi rifugio all'interno del bar dove è stato rintracciato dai militari dell'Arma. E' stato anche appurato che la giovane compagna di uno dei due aggressori, poco più che ventenne, per tutto il tempo del sequestro era stata rinchiusa nella camera da letto, e non aveva potuto lanciare l'allarme perchè le era stato sottratto il telefono cellulare. Alla ragazza sono state riscontrate numerose tumefazioni al volto e la frattura dei due denti incisivi superiori a causa delle percosse ricevute dal convivente al momento della scoperta dei messaggi che aveva scambiato con K.M. Gli investigatori, peraltro, hanno accertato che le violenze di Loudhaief sulla convivente non erano un episodio isolato ma che si protraevano da diversi anni. Il sopralluogo effettuato nell’abitazione dove è avvenuto il pestaggio ha consentito ai Carabinieri di rinvenire le tracce di sangue lasciate dal K.M. durante la fuga mentre, nel soggiorno, sono state trovate le corde che i due fratelli avevano utilizzato per legare il sequestrato, i frammenti di vetro provenienti dal vaso che gli era stato rotto in testa, un bastone rotto in due parti, il telefono cellulare del giovane e il coltello utilizzato per minacciarlo. In considerazione degli elementi acquisiti, i Carabinieri hanno, quindi, arrestato i due fratelli che, adesso, su disposizione del Sostituto Procuratore del tribunale di Trapani Massimo Palmeri, sono stati condotti alla Casa circondariale di Trapani.

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