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Sequestrata la "Iuventa", nave di ong tedesca impegnata nel soccorso migranti [VIDEO]

02 Agosto 2017 15:59, di Ornella Fulco
Sequestrata la "Iuventa", nave di ong tedesca impegnata nel soccorso migranti [VIDEO]
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La Procura della Repubblica di Trapani ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della nave "Iuventa" della ong tedesca Jugend Rettet. L'imbarcazione è stata bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana, che l'ha scortata fino al porto Dalla nave sono stati fatti scendere due migranti siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell'isola. I due erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ong tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Per scortare in porto la "Iuventa" sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze dell'ordine anche sulla banchina. Adesso è sotto la sorveglianza degli uomini del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia e della Squadra Mobile di Trapani. Il sequestro preventivo è stato chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Trapani dal procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio e dal sostituto procuratore Andrea Tarondo che, da alcuni mesi, indagano sui rapporti tra le ong impegnate nelle operazioni di recupero dei migranti nel Mediterraneo e alcuni presunti scafisti. I due magistrati, lo scorso 10 maggio, sono stati ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato dopo il clamore destato dalle dichiarazioni diffuse dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro a proposito di presunti contatti tra ong e organizzazioni di scafisti. L'accusa è di "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". I controlli sulla "Iuventa" sono stati eseguiti da alcuni agenti e dal tenente di vascello Paolo Monaco, comandante dell'Ufficio circondariale marittimo di Lampedusa, che ne parla come di "un normale controllo dei documenti dell'equipaggio a della nave stessa". I pm, nel frattempo, hanno richiesto al gip del tribunale di Trapani, oltre alla perquisizione, il sequestro dell'imbarcazione. Alla conferenza stampa parteciperanno il procuratore aggiunto facente funzioni Cartosio, il questore Agricola, il funzionario dello SCO Nicolì, il vice dirigente della Squadra Mobile di Trapani Crispi e un ufficiale del Nucleo speciale di intervento della Guardia Costiera. Aggiornamento ore 18.30 Sono tre gli episodi di "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" contestati dalla Procura di Trapani che hanno condotto al sequestro preventivo della "Iuventa", la nave dell'ong tedesca Jugend Rettet. Due sono avvenuti lo scorso mese di giugno, il 18 e il 26, mentre un terzo risale al 10 settembre del 2016. Secondo indiscrezioni l'indagine avrebbe preso il via dalle dichiarazioni di due dipendenti di una società di sicurezza, la Imi Security Services, imbarcati sulla "Vos Hestia", nave di  "Save The Children". "Al momento - ha detto il procuratore aggiunto Cartosio - non vi sono indagati e non possiamo fornire altri particolari che sono coperti dal segreto investigativo. Siamo consapevoli che le informazioni che stiamo dando potrebbero prestare il fianco a critiche o a strumentalizzazioni che non possono, però, fermare e frenare l'attività della magistratura e della polizia giudiziaria che è volta esclusivamente a fare rispettare la legge". "I fatti - ha proseguito - sono stati commessi da persone che hanno fatto parte degli equipaggi che si sono alternati sulla Iuventa e sarà necessario approfondire le indagini per giungere ad individuare le singole responsabilità ma, in questa fase, per evitare il ripetersi del reato, abbiamo chiesto, come prevede la legge, il sequestro". Negli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti i migranti sarebbero stati recuperati dalla "Iuventa" dopo essere stati "scortati" dai trafficanti fino all'imbarcazione. "Non c'è alcun elemento - ha precisato il procuratore aggiunto di Trapani - per ipotizzare un'associazione a delinquere, pensiamo che questi interventi siano avvenuti per fini umanitari, senza scopo di lucro personale, ma - semmai - con l'intenzione di pubblicizzare l'attività dell'ong ed, eventualmente, indurre le persone ad effettuare delle donazioni per la prosecuzione delle operazioni. Ciò non toglie che, secondo la legge italiana, questi comportamenti costituiscano un reato. Al momento non ci risulta alcun coinvolgimento dei vertici della stessa omg tedesca nelle ipotesi di reato da noi prospettate." La organizzazione non governativa tedesca Jugend Rettet risulta tra quelle che non hanno sottoscritto il Codice di comportamento per le ong stilato dal Ministero dell'Interno per il salvataggio dei migranti in mare.

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