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Sequestrati beni per 25 mln di euro agli imprenditori Domenico e Pietro Funaro

05 Agosto 2014 12:51, di Ornella Fulco
Sequestrati beni per 25 mln di euro agli imprenditori Domenico e Pietro Funaro
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Un provvedimento di sequestro anticipato di beni ai fini della confisca, ai sensi dell’art. 20 del D.L.vo n. 159 del 2011, è stato eseguito stamane - da agenti della Divisione anticrimine della Questura e finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trapani, nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, che da anni operano soprattutto nel settore dei lavori pubblici. Si tratta di Domenico Funaro, originario di Santa Ninfa, e del figlio Pietro. I beni sequestrati, imprese, immobili, conti correnti e partecipazioni azionarie, hanno un valore di circa 25 milioni di euro. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Trapani, su richiesta del Questore Carmine Esposito, ha interessato i comuni di Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Alcamo, Castellammare del Golfo e Santa Venerina, in provincia di Catania. Un altro brillante risultato del “gruppo di lavoro” - come ha sottolineato stamane, nel corso della conferenza stampa, il Questore Carmine Esposito - costituito da Polizia e Guardia di Finanza trapanese che, dal gennaio 2011, ha portato a cinque importanti operazioni di sequestro antimafia (nel maggio 2011 con l'operazione" Salus Iniqua”, nel gennaio 2012 con l'operazione "Panoramic”, nel settembre 2012 con l'operazione "Araknos”, nell'aprile 2013 con l'operazione "Corrupti Mores” e nel dicembre 2013 con l'operazione Niceta –Guttadauro”. Dalle attività di investigazione, già a partire dalla seconda metà degli anni Novanta e fino ad oggi, è emerso il rapporto che legava Domenico Funaro ad esponenti di spicco delle “famiglie mafiose” di Mazara del Vallo e di Santa Ninfa. Rapporto confermato anche dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori, in precedenza capo del mandamento mafioso di Mazara del Vallo. Secondo l'ex capo mafia Domenico Funaro era in stretta collaborazione con l’imprenditore edile Michele Accomando, risultato, nel 2007, avere fatto parte della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo e di essere stato, in particolare, impegnato nel curare e gestire la latitanza dei componenti delle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e di Marsala, tra cui Andrea Manciaracina e Natale Bonafede. Successivamente è emerso anche il rapporto di cointeressenza tra i Funaro e il vertice del mandamento mafioso di Trapani. Nel corso delle indagini che portarono all’individuazione del suo reggente pro tempore, Francesco Pace, e all’arresto di funzionari della Provincia regionale di Trapani, venne anche identificata una nutrita schiera di imprenditori attraverso i quali Cosa nostra esercitava il proprio controllo occulto sugli appalti. In questo contesto investigativo emersero anche i rapporti di Domenico e Pietro Funaro con Tommaso Coppola e Antonino Birrittella, noti imprenditori locali e principali referenti operativi di Pace. Fu proprio Birrittella, nel corso delle sue dichiarazioni rese agli inquirenti, a descrivere la struttura di un vero e proprio "comitato d’affari" creato per la gestione illecita degli appalti per i lavori pubblici, spiegando come tutte le attività di turbativa d’asta, falso e corruzione, relative al controllo occulto sugli appalti, venivano realizzate, tra gli altri, dai Funaro che avevano un "ruolo centrale nel condizionamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti nel territorio trapanese". In particolare, Birrittella si riferiva, tra gli altri, ai noti imprenditori Tarantolo, Mannina e Funaro, specificando gli accordi intercosi con il capo mafia Francesco Pace per i lavori eseguiti all’aeroporto militare di Birgi aggiudicati,nel 2002, in associazione temporanea di impresa con la CO.GE.TA di Vito Tarantolo. In quel caso i lavori riguardarono la "realizzazione di nove shelters anello est, la riqualificazione anello e voli notte” per l’importo a base d'asta di 13.537.500 euro all’Ati composta dalle ditte DEC S.p.A. di Bari, CO.GE.TA., SACAIM S.p.A. di Venezia, Sud Montaggi s.r.l. di Modugno e Funaro Costruzioni s.r.l. di Santa Ninfa, per un importo contrattuale di 10.946.977,50 euro. Episodi di corruzione, falso e turbativa di pubblico incanto commessi dai Funaro sono emersi anche per la gara relativa ai “lavori di completamento della galleria naturale e suoi raccordi nel tratto Scindo Passo della strada provinciale di Favignana”, del 2001, aggiudicata alla Funaro Costruzioni. Domenico e Pietro Funaro, risultano coinvolti anche nella vicenda relativa alla Calcestruzzi Ericina, impresa sequestrata perché riconducibile al boss mafioso Vincenzo Virga, con riferimento alla precisa volontà del sodalizio mafioso trapanese di abbattere il volume di affari della Calcestruzzi Ericina e permetterne l’acquisto, da parte di imprenditori collegati Francesco Pace, ad un prezzo molto più basso di quello reale. Il ruolo centrale dei due imprenditori è confermato anche dalle intercettazioni delle conversazioni effettuate negli uffici di Tommaso Coppola, da cui si ricavavano ulteriori elementi per ritenere come i due fossero pienamente inseriti nel "cartello" occulto asservito alle strategie della mafia trapanese e operanti in un contesto ben più esteso del territorio provinciale per la sistematica individuazione di appalti pubblici indetti in varie zone della Sicilia per pilotarne la spartizione, sia con forme di illecita aggiudicazione, sia con accordi mirati a controllare gli indotti per la distribuzione di forniture e servizi relativi alle opera pubbliche controllate. Per quanto riguarda, invece, le acquisizioni più recenti da parte degli investigatori, le figure di Pietro e Domenico Funaro sono emerse anche dalle attività di indagini patrimoniali e societarie svolte relativamente alla proposta inoltrata per l’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Vito Tarantolo, con il quale i due sono risultati avere interessi illeciti sia in occasione della compartecipazione ad appalti pubblici in associazione temporanea di impresa con le imprese controllate occultamente da Tarantolo - come la CO.GE.TA. - sia , soprattutto, costituendo insieme società in cui Pietro Funaro ha operato nella piena consapevolezza del ruolo assunto in esse da Vito Tarantolo attraverso dei prestanome, come nel caso della "Elimi Costruzioni" srl. I rapporti di cointeressenza tra i Funaro e Tarantolo sono emersi anche nella società "Consorzio Caltagirone" nella quale la Funaro Costruzioni è socia al 50 per cento con la CO.GE.TA. s.r.l. Ad ulteriore conferma di ciò vi sono gli appalti pubblici aggiudicatisi in Ati tra la CO.GE.TA. e la Funaro Costruzioni fin dal 2000 ad oggi. Sulla scorta di tali riscontri, gli investigatori considerano i Funaro come pienamente inseriti nel novero degli imprenditori asserviti e beneficiati dal sistema di condizionamento mafioso del settore degli appalti pubblici, voluto dal vertice trapanese di Cosa nostra ed attuato anche grazie alla “compiacenza” di funzionari corrotti, asserviti alle stesse strategie. In questo modo i due imprenditori hanno, nel tempo, potuto contare su guadagni frutto di attività illecite divenendo, "portatori di una pericolosità anche e soprattutto di natura economica, alla stregua del suo risalente ed attuale inserimento in un sistema produttivo manipolato dalle profonde infiltrazioni mafiose allo scopo di violare le regole della libera concorrenza nell’aggiudicazione degli incanti e l’offerta sul mercato dei relativi servizi". Pietro Funaro tre mesi fa era stato sospeso da Confindustria Trapani in quanto a suo carico c'era una interdittiva antimafia. Il provvedimento di sospensione era stato firmato dal presidente Gregory Bongiorno. Subito dopo la sospensione Funaro si era dimesso dalla carica di vice presidente regionale dell'Ance Confindustria. Il sequestro anticipato ai fini della confisca ha riguardato 3 beni immobili, 38 beni mobili (tra autovetture, furgoni e mezzi meccanici) registrati, 11 società/imprese (capitali sociali e pertinenti complessi aziendali), 22 partecipazioni in altre società, 82 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura, per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro. In particolare sono stati posti sotto sequestro i complessi aziendali (beni mobili, immobili, mobili registrati, conti correnti) e tutte le quote sociali delle società/imprese: Funaro costruzioni s.r.l. P.d. s.r.l. Impresa individuale Accardi Antonina, Maria Rosa Impresa individuale Funaro Domenico Consorzio Caltagirone Consorzio Montevago Società consortile restauro Bastione dell’Impossibile a r.l. Consolidamento Santa Venera società consortile a r.l. Società consortile Capo Boeo a r.l. Società consortile mMzara del vallo a r.l. Castiglione 1 società consortile Quote sociali: Elimi costruzioni s.r.l.: quote intestate a funaro pietro Telesud 3: quote intestate a funaro pietro Petralia Soprana società consortile: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Consorzio Caltagirone: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Consorzio Virgilio sud: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Consorzio ecologia e ambiente: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Consorzio Montevago: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Elimi costruzioni s.r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile Florio-Favignana a r.l.: quote intestate alla funaro costruzioni s.r.l. Consolidamento Santa Venera società consortile a r.l.: quote intestate alla funaro costruzioni s.r.l. Comiso società consortile a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile restauro Bastione dell’Impossibile a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile Capo Boeo a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile aeroporto Vincenzo Florio a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile Mazara del Vallo a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile Neglette a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile San Giovanni Bosco a r.l. (in liquidazione): quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Società consortile Igea-San Carlo a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Consorzio Licodia acque: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Esagono società consortile a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Base aerea Birgi-società consortile a r.l.: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l. Castiglione 1 società consortile: quote intestate alla Funaro costruzioni s.r.l.

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