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Sequestro e contestuale confisca di beni per 5 milioni di euro nei confronti di Fabrizio Vinci [VIDEO] - Trapani Oggi

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Cronaca
Mazara del Vallo

Sequestro e contestuale confisca di beni per 5 milioni di euro nei confronti di Fabrizio Vinci [VIDEO]

25 Gennaio 2021 08:14, di Redazione
Sequestro e contestuale confisca di beni per 5 milioni di euro nei confronti di Fabrizio Vinci [VIDEO]
Cronaca
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Mazara del Vallo - Stamane i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Trapani hanno dato eseguito a un provvedimento di sequestro e contestuale confisca dei beni del valore di circa 5 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Trapani - Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura  Distrettuale di Palermo, nei confronti di Fabrizio Vinci.
Vinci è stato arrestato il 10.05.2017 dal ROS nell’operazione “VISIR”, ed è stato stato condannato il 9.04.2020 dal Tribunale di Marsala a 12 anni di reclusione quale “imprenditore mafioso” a disposizione dell’articolazione di “Cosa Nostra” trapanese operante nel territorio di Mazara del Vallo e Marsala.
Il provvedimento, che ha riguardato la provincia di Trapani, si fonda sulle risultanze della citata indagine, svolta in direzione del mandamento di Mazara del Vallo e della famiglia mafiosa di Marsala al tempo capeggiata dall’uomo d’onore Vito Vincenzo Rallo operante secondo le direttive del latitante Matteo Messina Denaro.
Le investigazioni, oltre a documentare gli assetti di vertice e i delitti perpetrati dalla predetta famiglia mafiosa, hanno consentito di raccogliere importanti elementi sul suo collocamento baricentrico nelle relazioni criminali tra le province di Trapani e Palermo, nonché riscontri sulla costante operatività del citato latitante.
In tale contesto, è stato accertato come Fabrizio Vinci abbia stabilmente messo le proprie imprese a disposizione degli esponenti della famiglia mafiosa di Marsala per favorirne l’infiltrazione nel settore dell'edilizia e del calcestruzzo, nonché preso parte a riunioni della organizzazione in cui venivano trattate rilevanti questioni inerenti alla spartizione dei lavori da svilupparsi nel territorio di riferimento.
Il provvedimento ablativo costituisce ulteriore progressione dell’indagine “VISIR” del ROS che ha già portato alla condanna di 14 imputati per oltre 173 anni di reclusione.

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