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Attualità
Trapani

"Serraino Vulpitta", Antonio Sparaco si dimette da presidente del CdA

09 Marzo 2016 19:39, di Ornella Fulco
"Serraino Vulpitta", Antonio Sparaco si dimette da presidente del CdA
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Ci sarebbe il difficile dialogo con la burocrazia regionale alla base della decisione di Antonio Sparaco di dimettersi da presidente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto geriatrico Ipab "Serraino Vulpitta" che amministrava dal 2003. La struttura, attualmente, ospita circa 70 anziani e circa 130 migranti come centro di accoglienza straordinaria. "Ho ricevuto fiducia - scrive Sparaco nella nota inviata all'Assessorato regionale alla Famiglia - da ben quattro prefetti (la nomina a presidente viene fatta, secondo statuto, dal prefetto pro tempore di Trapani), Finazzo, Trotta, Magno e Falco, senza che fossero manifestate riserve o rimarchi per l’impegno profuso e per le capacità amministrative dimostrate. In questi anni, seppure difficili e travagliati di gestione, l’Istituto e il mio operato non risultano coinvolti in vicende giudiziarie di rilievo penale e contabile. Dal momento in cui mi sono insediato mi sono dedicato ad una ristrutturazione dell'Ente nei vari aspetti amministrativi, gestionali, patrimoniali e, soprattutto, assistenziali". Sparaco sottolinea come "non essendo in vigore ancora la legge sulla lungo assistenza, l’Ipab ha costituito una longa manus dei reparti ospedalieri, fornendo una assistenza sociosanitaria importante alla popolazione anziana del territorio trapanese". "Dispiace - prosegue - che l'interlocutore privilegiato, la Regione Siciliana, - segnatamente il Servizio 7 dell'Assessorato regionale alla Famiglia, preposto al settore - non sia stato di grande aiuto, bensì abbia generato frequenti ostacoli del cammino amministrativo. La conoscenza a dir poco parziale e la lontananza dalla vita amministrativa delle Ipab - ma soprattutto di questa Ipab - dimostrata dai funzionari e dirigenti regionali hanno contribuito a farmi prendere questa decisione". "Contrariamente ad una prassi frequente di segno opposto - sottolinea Antonio Sparaco - all’Ipab Serraino Vulpitta, da decenni, non è stato necessario procedere alla nomina di commissari di nomina assessoriale. Commissari che, per la loro attività, vengono retribuiti, incidendo ulteriormente sullo stato patrimoniale e finanziario delle Ipab mentre l'impegno del presidente e dei consiglieri del CDA viene profuso a titolo gratuito". Sparaco contesta "le bocciature del consuntivo 2014 e del bilancio 2015 dell’Ipab, reiterate con motivazioni incomprensibili, del tutto inconferenti ai chiarimenti resi e, comunque, incoerenti con la realtà dell’ente e della sua attività. In particolare, il paragone con altre Ipab e alla loro “improduttività”, non può che colpire negativamente, dato che è una affermazione che smentisce l’oggettiva realtà". Il "Serraino Vulpitta" impiega un centinaio di persone, tra trimestralisti e a tempo indeterminato, e ha presentato un piano di rientro del disavanzo, di circa 2 milioni di euro, con le proprie risorse che sta osservando. Il piano di rientrom autorizzato con decreto del 10 dicembre 2014 dagli uffici regionali, è stato revocato con il decreto 286 del 23 febbraio 2016. "Il piano - precisa Sparaco - ha già fatto risparmiare all’Ente circa 200mila euro con le transazioni dei crediti del personale accumulati fin dal 2011. Nel frattempo la Regione Siciliana ha svuotato i capitoli di bilancio relativi alla legge 65 sul disavanzo e alla legge 71 sui contributi al personale. Ho ragione - conclude - di dubitare che le reiterate 'bocciature' dei provvedimenti amministrativo-gestionali essenziali dell’Ipab non corrispondano – né sostanzialmente, né sotto il profilo formale – all’interesse pubblico (degli utenti, dei lavoratori, del territorio di riferimento) e mi riservo di rappresentare quanto a mia conoscenza alle autorità giudiziarie competenti (contabili e ordinarie)".

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