Trapani Oggi
Trapani Oggi

Sabato, 04 Luglio 2020

Trapani Oggi
Notizie Cosa Fare in città Video

Settore Giustizia a rischio paralisi, l'allarme dei magistrati - Trapani Oggi

0 Commenti

4

1

1

3

1

Testo

Stampa

Attualità
Trapani

Settore Giustizia a rischio paralisi, l'allarme dei magistrati

12 Gennaio 2015 15:02, di Ornella Fulco
Settore Giustizia a rischio paralisi, l'allarme dei magistrati
Attualità
visite 247

L'amministrazione della Giustizia rischia la paralisi in Italia e la riforma della normativa della responsabilità civile dei magistrati - attualmente all'esame del Parlamento - potrebbe generale un vero e proprio caos. A lanciare l'allarme sono, anche a Trapani, i rappresentanti dell'Associazione nazionale Magistrati che ha indetto, per sabato prossimo 17 gennaio, su tutto il territorio nazionale, la Giornata per la Giustizia. Una manifestazione in cui i Tribunali saranno aperti ai cittadini e ci si potrà confrontare sulle tematiche più importanti del settore. “La proposta di legge opera modifiche molto profonde - ha spiegato Samuele Corso, presidente della ANM di Trapani, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamane  - la funzione giudiziaria è, per definizione, conflittuale, i magistrati, qualsiasi decisione prendano scontentano una delle parti in causa. Se, solo per questo, dovessero sottostare ad azioni di responsabilità civile avanzate da chi non è rimasto 'soddisfatto' di una decisione o di una sentenza, capite bene quale caos e quale paralisi dei processi, sia civili sia penali, avverrebbe". Un magistrato che ha paura di incorrere tout court in un'azione di responsabilità civile, insomma, rischia di perdere la serenità di giudizio e finisce - questa è la tesi dell'associazione - per difendere i poteri forti invece che la collettività. Corso ha sottolineato, inoltre, che con la riforma "verrebbe integralmente eliminato il filtro di ammissibilità dell’azione di responsabilità e scatterebbe l’obbligatorietà dell’azione di rivalsa da parte dello Stato nei confronti del magistrato" mentre l'attuale legge Vassalli prevede che i magistrati rispondano direttamente delle proprie azioni nella sola ipotesi di danni derivanti da un reato da questi commesso nell'esercizio delle loro peculiari funzioni. Nelle altre ipotesi in cui la normativa vigente prevede la risarcibilità dei danni derivanti dall'esercizio delle funzioni giudiziarie, i cittadini che si ritengono danneggiati possono agire solo contro lo Stato che ha una limitata azione di rivalsa verso il giudice il cui provvedimento viene contestato. Tra i tanti effetti negativi della riforma, ha evidenziato il presidente della sottosezione trapanese di ANM, "si creerebbero anche motivi di incompatibilità a cascata per i giudici all'interno dei processi, con inevitabili effetti di rallentamento dell’azione giudiziaria”. Alla normativa contestata i magistrati aggiungono altre questioni ritenute cruciali per l'amministrazione della Giustizia nel nostro Paese: le carenze negli organici dei magistrati e in quelli del personale amministrativo dei Tribunali, gli strumenti informatici inadeguati alle riforme del processo telematico, i carichi di lavoro attuali giudicati "insostenibili", l'inadeguatezza della "geografia" giudiziaria a fronte delle reali esigenze di Giustizia , le condizioni di sicurezza precarie in cui i magistrati si trovano ad operare, specie in territori difficili come il nostro. Nel solo Distretto di Palermo, su circa 500 magistrati, quasi 100 sono sottoposti a tutela o sono scortati per assicurare la loro incolumità fisica. "In Italia i magistrati lavorano molto più dei colleghi francesi e tedeschi - dicono da ANM - e l'arretrato nei processi si crea non perché lavoriamo poco ma perché è il contenzioso portato davanti ai Tribunali ad essere aumentato. Nel nostro Paese - prosegue Corso - tutto finisce davanti al giudice anche quello che non dovrebbe". Secondo l'Associazione nazionale Magistrati è "auspicabile una depenalizzazione profonda dei reati bagatellari e degli illeciti facilmente accertabili per via amministrativa" e bisognerebbe anche "arrestare il decorso della prescrizione dopo il rinvio a giudizio e, comunque, non oltre la sentenza di primo grado, e abolire il divieto di reformatio in peius  previsto dal sistema delle impugnazioni per scoraggiare i ricorsi a mero scopo dilatorio e pretestuosi". "L'obiettivo della 'Giornata per la Giustizia' - conclude Samuele Corso - è dire come stanno effettivamente le cose e sfatare i luoghi comuni che sono entrati nella visione dei cittadini, tra cui quello riguardante i nostri stipendi. Si dice che i magistrati guadagnino quanto un parlamentare. E’ falso, i nostri stipendi sono al di sotto della media europea”. La manifestazione, in programma al Tribunale di Trapani a partire dalle ore 10 di sabato prossimo prevede diversi interventi di magistrati, la possibilità da parte dei cittadini di porre domande e interloquire con loro, la proiezione di video e performances artistiche tra musica, teatro e pittura. Per visualizzare le tabelle del Rapporto di valutazione dei Sistemi giudiziari europei (tra cui quello italiano) cliccare qui

© Riproduzione riservata

Altre Notizie
Change privacy settings