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Economia
Trapani

Settore lapideo, gli operatori chiedono risposte alla Regione

18 Gennaio 2015 11:31, di Niki Mazzara
Settore lapideo, gli operatori chiedono risposte alla Regione
Economia
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Nuova riunione, nella sede di Confindustria Trapani, tra gli operatori del settore lapideo della provincia di Trapani per trattare le problematiche del comparto. L'iniziativa segue di qualche giorno l'incontro svoltosi in Prefettura. Due i temi al centro dell’attenzione: i canoni per l’attività estrattiva e l’aggiornamento del Piano regionale delle cave. A mettere in fibrillazione l’intera categoria è il timore che possano essere introdotte nuove limitazioni all’attività estrattiva, per la quale vigono una serie di regole in materia di tutela ambientale, e che la quantificazione dei canoni - ritenuta "complessa e insidiosa" - possa portare ad errori di valutazione penalmente rilevanti e alla conseguente revoca delle autorizzazioni. Il presidente di Confindustria Marmo Trapani, Vito Pellegrino, insieme al presidente di Confindustria Trapani, Gregorio Bongiorno, ha illustrato ai partecipanti l’iter di tutta una serie di azioni ed interventi posti in essere nei confronti del Parlamento e del Governo della Regione mirati a dare soluzione alle questioni evidenziate. “Sulle problematiche esposte – sottolinea Pellegrino – registriamo l’attenzione e la disponibilità dello stesso presidente della Regione, degli assessori interessati, del Parlamento e, in particolare, della deputazione trapanese, che hanno condiviso le nostre proposte in materia di canoni, che, fatto salvo il gettito previsto dalla Regione, semplificano e rendono certa ed automatica la quantificazione del versamento che ciascuna cava deve effettuare”. “In materia di piano cave – prosegue Pellegrino – diciamo sì alle regole ma che ci consentano di valorizzare un prodotto che costituisce una ricchezza per il territorio che dà lavoro e benessere a migliaia di famiglie”. “Il settore oggi è compatto ed è impegnato per la salvaguardia dei suoi legittimi interessi – conclude il presidente di Confindustria Marmi – interessi che sono di una intera collettività con numeri significativi per l’economia provinciale: basti ricordare i 3.000 addetti più l’indotto e gli oltre 100 milioni di euro quale valore della produzione, per il 90% destinata all’esportazione”.

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