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Cronaca
Trapani

Sicurezza nazionale, espulso tunisino radicalizzato residente a Trapani

11 Maggio 2018 18:48, di Ornella Fulco
Sicurezza nazionale, espulso tunisino radicalizzato residente a Trapani
Cronaca
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Un 31enne tunisino residente a Trapani è stato espulso dal territorio italiano e condotto nel suo Paese di origine per motivi di sicurezza. L'uomo, di cui sono state diffuse solo le iniziali, B.S., era a tempo sotto osservazione da parte degli uomini della Digos dopo che aveva esternato apprezzamenti sugli attentati terroristici avvenuti nel 2015 in Francia. Dopo quegli episodi, infatti, aveva modificato il proprio comportamento, facendosi crescere la barba e diventando un fervente praticante della religione musulmana, grazie anche alla sua assidua frequentazione della locale moschea. Ogni giorno, nella sua abitazione, anche dopo essere rincasato molto tardi dal lavoro, aveva preso l'abitudine di guardare e ascoltare sul proprio tablet sermoni in lingua araba, recitati da diversi predicatori, dal forte contenuto antisemita e spesso inneggianti alla jihad. L'attività investigativa, condotta anche con indagini tecniche sui dispositivi elettronici quotidianamente utilizzati dal tunisino, ha consentito di appurare che, tra i contenuti da lui visionati, c'erano i sermoni di Kamel Zarrouk, l’estremista che sarebbe rimasto ucciso nel 2015 dai bombardamenti delle forze statunitensi e considerato il numero due dell’organizzazione terroristica islamica di origine tunisina “Ansar Al Sharia” collegata ad Al-Qaeda. Particolarmente inquietante è risultato, riferiscono gli investigatori, il contenuto di un audio ascoltato dal giovane in cui il predicatore esalta il califfo Abu Bakr Al Bagdadi e le azioni terroristiche compiute, commentando testualmente: “Avete visto cosa abbiamo fatto in Canada e come abbiamo colpito in Francia, in Australia e in Belgio e in altri paesi con la Croce e che promettiamo di cancellazione con la benedizione di Dio” per poi continuare con le testuali parole: “Verremo ad ammazzarvi così saprete cosa è la legge di dio, la sharia.” Numerosissime sono state le visualizzazioni documentate sul canale Youtube di video che riproducevano discorsi di predicatori islamici inneggianti alla lotta contro gli ebrei e, più in generale, contro la civiltà occidentale. L’analisi del contenuto di tutto quello che, nel tempo, B.S. ha seguito sul web ha permesso di rilevare i suoi evidenti sentimenti di condivisione delle ragioni che avevano portato sostenitori dello Stato Islamico a compiere efferati atti di terrore stragista in Europa. Le nuove, radicali, prese di posizione del giovane avevano destato molta preoccupazione sia nella sua famiglia d'origine sia in quella italiana, soprattutto quando aveva espresso il desiderio di attendere che il figlio diventasse più grande per poterlo portare con sé a combattere in Siria o in Iraq. Malgrado, infatti, B.S. si fosse stabilito a Trapani, dove aveva costruito relazioni di lavoro e sociali, la moglie aveva paura che le portasse via il figlio di pochi anni. L'uomo aveva anche cominciato a insistere con la donna perché non vestisse alla maniera occidentale e si convertisse alla religione islamica minacciando la disgregazione della famiglia e l’allontanamento del piccolo. Preoccupazione era stata espressa dai familiari quando, mentre si trovava a passare le vacanze estive con la sua famiglia nella casa natale a Tunisi, l' uomo aveva organizzato la circoncisione del figlio proprio il giorno 11 settembre, in concomitanza con l'anniversario l'attentato alle Torri gemelle di New York. Nel corso dell’attività investigativa è emerso, inoltre, che B.S. era coinvolto in un’organizzazione internazionale dedita al procacciamento e alla vendita, previo corrispettivo in denaro, di documenti falsi, soprattutto passaporti, da fornire a cittadini extracomunitari legati all’estremismo islamico.

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