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Cronaca
Trapani

Soggiorno obbligato per D'Alì, oggi la prima udienza

13 Luglio 2017 18:25, di Ornella Fulco
Soggiorno obbligato per D'Alì, oggi la prima udienza
Cronaca
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Prima udienza, stamane, dopo la richiesta della misura di prevenzione, del procedimento che vede il senatore Antonio D'Alì dinanzi alla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani. Per il parlamentare forzista - che si era anche candidato a sindaco di Trapani risultando terzo al primo turno - la Procura distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto l'applicazione del soggiorno obbligato a Trapani, in virtù delle accuse avanzate nel corso del processo in cui è stato assolto, sia in primo sia in secondo grado, dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Per le accuse precedenti al 1994 era scattata, invece, la prescrizione. La Procura di Palermo considera D'Alì "socialmente pericoloso", ricostruendo i contatti criminali raccolti durante anni di indagini, e nell'udienza di stamane il pm Pierangelo Padova è tornato a chiedere l'applicazione della misura cautelare. Oltre alle due sentenze (di primo grado e di appello) il sostituto procuratore ha chiesto l'acquisizione di un'intercettazione in carcere di Giuseppe Graviano, datata 18 marzo 2016. Nella conversazione il boss di Brancaccio parla di un "senatore D'Alia" legato a un "latitante che stanno cercando". Secondo l'accusa i riferimenti sono al senatore trapanese e al boss Matteo Messina Denaro. La difesa, che il senatore D'Alì ha affidato all'avvocato Arianna Rallo, sul punto, si è riservata di intervenire nella prossima udienza. Secondo la legale del parlamentare, comunque, nelle intercettazioni "non viene affatto captato il nome del senatore Antonio D’Alì, bensì quello di altri uomini politici rispetto ai quali residua molta confusione e imprecisione per i ruoli istituzionali ricoperti, i titoli conseguiti e il contesto territoriale di provenienza. Il collegio, presieduto dal giudice Roberta Nodari, ha fissato la prossima udienza al 14 settembre.

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