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Salemi

Sorveglianza speciale e confisca di beni per l'ex deputato regionale Giammarinaro

21 Aprile 2017 11:59, di Ornella Fulco
Sorveglianza speciale e confisca di beni per l'ex deputato regionale Giammarinaro
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Sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di cinque anni e confisca di svariati beni immobili, autovetture, conti correnti e società operanti nel settore sanitario per un valore stimato di circa 15 milioni di euro, a carico dell’ex parlamentare regionale Giuseppe Giammarinaro. Lo ha stabilito, con decreto emesso lo scorso 18 aprile, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani nell’ambito del procedimento di prevenzione attivato su proposta del Questore di Trapani nel marzo 2011. Giammarinaro era stato già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni in quanto indiziato mafioso. Il provvedimento si inquadra nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Salus Iniqua” nella quale, attraverso indagini eseguite dalla Divisione Anticrimine della Questura di Trapani e dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trapani, è stato accertato il complesso quadro di rapporti di natura politico-affaristica in cui l'ex deputato regionale si è mosso a partire dai primi anni del 2000 e di cui ha beneficiato, godendo di sostegno politico, in modo da ottenere il controllo occulto di attività economiche della provincia di Trapani attive nel settore della Sanità, destinatarie anche di finanziamenti pubblici regionali, e al condizionamento di importanti settori della vita politica con particolare riferimento al Comune di Salemi. Le indagini hanno permesso di individuare vari prestanome i quali, figuravano formalmente come soci e amministratori delle società, mentre di fatto era Giammarinaro, all'epoca sottoposto al regime della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, a gestirle. In particolare, sono state individuate diverse società, tra le quali la “C.E.M.” e la “Salus" srl e varie proprietà immobiliari, per le quali l'ex deputato regionale è stato ritenuto responsabile di avere attribuito fittiziamente la titolarità a prestanomeper eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

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