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Spaccavano le ossa per truffare le assicurazioni

09 Agosto 2018 14:42, di Eros Santoni
Spaccavano le ossa per truffare le assicurazioni
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Spezzavano volontariamente varie ossa a compiacenti complici di Palermo, provocando gravi fratture per truffare le assicurazioni. Arrestate 11 persone, che reclutavano extracomunitari e non con difficoltà economiche o con problemi derivanti da deficit mentali a cui fratturare gli arti per raggirare alcune compagnie di assicurazione sui risarcimenti. Ai poveri disgraziati veniva promessa una somma considerevole che non veniva però mai corrisposta. Un perito assicurativo di Palermo, tale Michele Caltabellotta, era a capo della gang che aveva il compito di provocare fratture con il consenso dei complici, per poi ricevere il risarcimento assicurativo. Una truffe ben architettata e portata avanti senza problemi almeno fin quando una delle vittime compiacenti non è deceduta. A perdere la vita è stato Il cittadino tunisino Hadry Yakoub che sarebbe stato rinvenuto morto in una stradina della periferia del capoluogo siciliano. Sin dal gennaio dell'anno scorso le forze di polizia, nell'ambito dell'operazione Tentalo, avevano iniziato ad indagare sui fatti ma la iniziale ipotesi di incidente stradale era immediatamente stata accantonata quando appunto gli inquirenti avevano scoperto che la vittima era deceduta per le diverse fratture "anomale" riportate alle ossa. Proprio indagando sulla morte del cittadino extracomunitario, gli agenti hanno portato alla luce due gruppi che organizzavano frodi assicurative,  fratturando "scientificamete" le ossa degli arti di persone compiacenti. Particolarmente cruenta la pratica messa in atto da questi criminali, che lanciavano pesanti dischi di metallo, simili a quelli usati nelle palestre e nel sollevamento pesi, sugli arti delle vittime, in maniera da procurare devastanti fratture, provocavano dolorose menomazioni in diverse parti del corpo e costringevano quindi i poveri sventurati all'uso per periodi lunghi di stampelle o addirittura della sedia a rotelle. Per cercare di ridurre le urla delle vittime, queste associazioni criminali, spesso somministravano in modo rudimentale delle massicce dosi di anestetico per altro indebitamente procurate da un'infermiera infedele di un ospedale palermitano. I criminali a seguito del finto incidente facevano intervenire una ambulanza che trasportava le vittime per essere ricoverate in ospedale. Le prove di questi misfatti sono state raccolte grazie a una serie di intercettazioni che hanno incastrato i malviventi.

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