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Attualità
Mazara del Vallo

Stabilimenti balneari, Capitaneria di Porto contro l'Assessorato Territorio e Ambiente

03 Giugno 2014 14:30, di Ornella Fulco
Stabilimenti balneari, Capitaneria di Porto contro l'Assessorato Territorio e Ambiente
Attualità
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Lo spostamento di alcuni stabilimenti balneari sulla spiaggia di Tonnarella, a Mazara del Vallo, autorizzato dall'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, rischia di innescare uno scontro a livello istituzionale con la Capitaneria di Porto che, in una nota diffusa alla stampa, manifesta le proprie "perplessità" sul provvedimento adottato a Palermo, tanto da aver richiesto agli uffici preposti dell'Assessorato di "relazionare sulla legittimità dei provvedimenti adottati e sul merito delle valutazioni e delle scelte operate". I "lidi" sono stati autorizzati a trasferirsi nei nuovi siti, adiacenti ad altre strutture balneari, già destinati, in passato a spiaggia libera. Le autorizzazioni allo spostamento sono state concesse dagli uffici regionali in base alle richieste avanzate dai titolari degli stabilimenti motivate sia dall’erosione del litorale nella parte terminale del lungomare che dalla presenza di un notevole quantitativo di posidonia che ha ricoperto la spiaggia. In questo modo però, sottolinea la nota della Capitaneria di Porto mazarese, "vengono sottratti al libero godimento dei cittadini ampi tratti e porzioni di arenile, lasciando agli stessi le aree meno appetibili, sia per le dimensioni della spiaggia sia per l'accesso al mare meno agevole e anche per la presenza, in alcuni tratti, di basi rocciose sulla battigia e a pelo d’acqua". "Dato il massiccio afflusso sul litorale di Tonnarella di alcune migliaia di persone, specie nei fine settimana nei mesi di luglio ed agosto - prosegue la nota - la Capitaneria di Porto prevede un incremento delle problematiche di ordine pubblico e di violazioni alle leggi marittime ed all’ordinanza balneare, con un aggravio dei propri compiti di vigilanza ed operativi in genere". “L’organo regionale – afferma il Comandante della Guardia Costiera mazarese, capitano di Fregata Davide Accetta – è certamente, il dominus e l'unico soggetto istituzionale competente alla gestione del demanio marittimo e ad adottare i pertinenti atti amministrativi. Tuttavia, la discrezionalità propria dell’Ente gestore deve essere esercitata sulla base di precisi strumenti di pianificazione territoriale previsti dalle norme nazionali e dalle stesse leggi regionali, tra le quali la legge del 2005 che prevedeva l’adozione dei Piani di utilizzo del Demanio marittimo che, a distanza di quasi dieci anni, non risulterebbero ad oggi neanche approvati". "In ogni caso - prosegue Accetta - nell'esercizio delle proprie prerogative decisionali, l’Assessorato avrebbe dovuto, quanto meno, tener conto delle “Linee Guida per la redazione dei Piani di utilizzo del Demanio marittimo della Regione Siciliana” che risultano anch’esse disattese in alcuni punti”. Dalla Capitaneria di Porto di Mazara fanno anche presente che prima di concedere l'autorizzazione a spostare gli stabilimenti, "non è stato richiesto alcun parere o acquisita la preventiva intesa con l’Autorità marittima che ha il compito di esercitare la polizia demaniale e marittima, assicurando la corretta e serena fruizione delle spiagge da parte della collettività. Per quanto debba tenersi conto delle esigenze di carattere economico-imprenditoriale – prosegue il comandante Accetta – non bisogna dimenticare che l'uso primario del Demanio è quello pubblico e che l'uso esclusivo dello stesso con la concessione di un’area ad un soggetto privato rappresenta, per quanto legittima, "una eccezione al principio generale". "Non si comprende - conclude la nota della Capitaneria di Porto di Mazara - il motivo per il quale ad essere penalizzato dagli evidenti mutamenti morfologici e biologici della costa debba essere il cittadino che intenda godere liberamente del bene pubblico, quando proprio il Codice della Navigazione prevede che, qualora cause naturali cagionino modificazioni della consistenza dei beni del Demanio concessi tali da rendere impossibile l’ulteriore utilizzazione della concessione, questa si estingue".

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