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Cronaca

Strage di Capaci, Presidente Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative.

23 Maggio 2021 11:18, di Redazione
Strage di Capaci, Presidente Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative.
Cronaca
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Nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo ancora una volta torna il ricordo della strage di Capaci e di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta. A 29 anni da quella strage sull’autostrada A/29 in cui morirono gli agenti Antonio Montinari, Rocco Di Cillo e Vito Schisano, Francesca Morvillo, magistrato e moglie di Falcone, duro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dice: “La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”, per il capo dello Stato “è sempre di grande significato ritrovarsi nel bunker, un luogo di grande valenza simbolica, dove lo Stato ha assestato importanti colpi alla mafia. O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative“.“Falcone e Borsellino erano due magistrati di grande valore e di altissima moralità. L’intelligenza e la capacità investigativa erano valorizzate e ingigantite da una coscienza limpida, un attaccamento ai valori della Costituzione, una fiducia sacrale nella legge e nella sua efficacia. La mafia volle eliminarli non soltanto per la loro competenza nella lotta alla criminalità organizzata, per la loro efficienza, per la loro conoscenza dei metodi e delle prassi del crimine organizzato - ha detto Mattarella –Li assassinò anche perché erano simboli di legalità, intransigenza, coraggio, determinazione. Erano di stimolo e di esempio per tanti giovani colleghi magistrati e per i cittadini, che li amavano e riponevano in loro fiducia e speranza. Sono rimasti modelli di stimolo e di esempio”. Il capo dello stato ricorda poi un altro magistrato che ha a lungo combattuto contro la criminalità organizzata siciliana: “La mafia, diceva Antonino Caponnetto, teme la scuola più della giustizia, l’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa. Una organizzazione criminale, che ha fatto di una malintesa, distorta e falsa onorabilità il suo codice di condotta, in questi ultimi decenni ha perduto terreno nella capacità di aggregare e di generare, anche attraverso il terrore, consenso e omertà tra la popolazione. La mafia, può essere definitivamente sconfitta, realizzando così la lucida profezia di Giovanni Falcone” ha proseguito il presidente che ringraziato in particolar mondo Maria Falcone, sorella del magistrato.
Il Capo dello Stato ha poi detto: “Sentimenti di contrapposizione, contese, polemiche all’interno della magistratura minano il prestigio e l’autorevolezza dell’organo giudiziario” con un chiaro riferimento alla bufera innescata dall’affaire dei verbali di Piero Amara che sta scuotendo la procura di Milano e il Csm. “La credibilità della magistratura e la capacità di riscuotere fiducia è imprescindibile per lo svolgimento della vita della Repubblica: gli strumenti non mancano, si prosegua a fare luce su ombre e sospetti: si affrontino in maniera decisiva i progetti di riforma” ha aggiunto Mattarella.

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