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Marsala | Cronaca

Studente di Marsala carbonizzato a Pisa: fascicolo pm, istigazione a suicidio

03 Agosto 2021 10:14, di Redazione
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Esame telecamere e pc, si traccia percorso da casa al campo. Tracce in stazione rurale

Tra le ipotesi di reato, nel fascicolo aperto dalla procura di Pisa, sulla morte di Francesco Pantaleo, lo studente universitario di 23 anni, di Marsala, anche quella di istigazione al suicidio. Tra gli accertamenti tecnici, oltre all'autopsia, eseguita ieri, sono state disposte anche indagini specialistiche sul web e sui dispositivi elettronici in possesso del 23enne. Oggi la procura affiderà a un consulente tecnico anche l'incarico di eseguire la copia forense dei dati contenuti nel pc portatile (dal quale Francesco ha cancellato tutti i files) e nello smartphone. Sono dispositivi mobili che il giovane aveva lasciato nella stanza che occupava Nell'appartamento nel quale viveva in affitto a Pisa insieme a due coinquilini.

Per stabilire il contesto in cui è morto Francesco Pantaleo, i carabinieri del nucleo investigativo stanno esaminando anche le immagini registrate da decine di telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, per cercare possibili indizi o verificare se hanno ripreso le ultime ore di vita del giovane. Il giovane potrebbe aver incontrato e parlato con qualcuno.
Dalla casa è uscito la mattina del 24 luglio, poi è scomparso per oltre un giorno prima di essere ritrovato carbonizzato il 25 luglio in un campo a circa 5 chilometri di distanza, nella campagna di San Giuliano Terme (Pisa), da una ragazzina a passeggio col cane. La procura inoltre chiederà ai consulenti di scandagliare soprattutto la navigazione sul web e anche le chat di un videogioco di combattimento con il quale il 23enne giocava online molto spesso. Il gioco è stato rimosso dal computer.

L'area è abbondantemente coperta dalle telecamere, almeno fino alle soglie della zona di campagna dove è stato ritrovato il cadavere. Il tragitto dalla casa al campo dove è stato trovato morto è di 5 km. Sue tracce sono state trovate dai cani molecolari nella stazione di Pisa San Rossore, uno scalo secondario. Sequestrata la sua camera da letto nell'appartamento, non distante dalla facoltà alla quale era iscritto, che condivideva con due coinquilini affittuari come lui. Dalle indagini emerge che il 23enne aveva scelto di restare a Pisa anche nei mesi del lockdown e delle lezioni universitarie con modalità di didattica a distanza (Dad), anziché rientrare nei luoghi di origine come hanno fatto moltissimi studenti fuori sede.

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