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Cronaca
Custonaci

Tentata estorsione ad imprese, arrestate due persone

26 Giugno 2015 08:36, di Ornella Fulco
Tentata estorsione ad imprese, arrestate due persone
Cronaca
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Si è chiuso il cerchio attorno a due soggetti che, dal mese di novembre dello scorso anno e fino a qualche giorno fa, hanno tentato di estorcere denaro, con una serie di pressanti intimidazioni, ai titolari di due imprese, la Rovil s.r.l. e la Icomit s.r.l., rispettivamente con sede a Roma e a Catania. Si tratta del custonacese Antonino Barone, 68 anni, e Lorenzo Poma, 56 anni, originario di Custonaci ma residente ad Alcamo, che sono stati arrestati stamane dai carabinieri della Compagnia di Alcamo con l'accusa di tentata estorsione continuata. Le ditte prese di mira si erano aggiudicate lavori pubblici e privati, per svariati milioni di euro, nel territorio di Custonaci, per la realizzazione della rete del gas metano per conto dell’Italgas e per il rifacimento della villa comunale. Le indagini, svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese, hanno preso il via nel novembre 2014 quando una bottiglia, contenente del liquido infiammabile, ed un accendino vennero trovati su di un mezzo della Rovil. A questo primo "segnale" sono seguiti, nel mese di dicembre, l'invio di una lettera minatoria, nella quale ci si riferiva alla precedente intimidazione, e una telefonata, nel mese di gennaio di quest'anno, agli uffici della ditta con la quale si minacciava "di far saltare tutti in mezzi in aria". Una vera e propria escalation di pressioni mirate - secondo quanto ricostruito dagli investigatori - a far assumere come autista di mezzi il figlio di uno dei due che non avevano esitato neppure a presentarsi personalmente negli uffici e in cantiere per parlare con i responsabili ottenendo, peraltro, sempre risposte negative. Dallo scorso mese di maggio l’attenzione di Poma e Barone si è spostata sulla ditta incaricata del rifacimento della Villa comunale, la Icomit srl di Catania, con lo stesso modus operandi: per ottenere, però, un impatto più incisivo sui destinatari rispetto al caso precedente, i due hanno collocato su uno dei mezzi un bidone di grosse dimensioni con una miccia ed un accendino. A questo primo atto intimidatorio è seguito, a distanza di un mese, l’inoltro di una lettera minatoria agli uffici della sede di Catania in cui si rivendicava quanto avvenuto a Custonaci. Le indagini, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica Franco Belvisi e coordinate dal procuratore capo della Repubblica di Trapani Marcello Viola, sono state condotte dagli uomini del Nucleo operativo della Compagnia Carabinieri di Alcamo. Poma e Barone sono finiti in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari Antonio Cavasino. "Quello delle estorsioni ai danni delle aziende - ha sottolineato il procuratore Viola - è un fenomeno non solo ancora molto rilevante sul territorio trapanese ma, anzi, in crescita sul cui fronte sono impegnate magistratura e forze dell'ordine".

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