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Tentata estorsione aggravata, torna in carcere

22 Giugno 2013 15:47, di Redazione
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E' tornato dietro le sbarre Vincenzo Bosco, castellammarese di 50 anni, indagato per tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa. L'operaio, f...

E' tornato dietro le sbarre Vincenzo Bosco, castellammarese di 50 anni, indagato per tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa. L'operaio, finito in carcere nel giugno dello scorso anno, nell'ambito dell'operazione "Crimiso", insieme ad altre undici persone ritenute appartenenti alle famiglie mafiose di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi, era stato scarcerato il 16 ottobre 2012 su decisione del Tribunale del Riesame di Palermo che aveva accolto favorevolmente alcune memorie difensive. Bosco, che sarà processato a breve con il rito abbreviato, è accusato di una tentata estorsione, commessa in concorso con un'altra persona, ai danni di alcuni ristoratori di Castellammare del Golfo nei confronti dei quali era stato anche compiuto un atto intimidatorio. L’operazione "Crimiso" aveva consentito di ricostruire l’organigramma dei vertici delle famiglie mafiose operanti ad Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi e messo in luce una serie di condotte delittuose commesse dagli indagati, in particolare alcuni attentati incendiari ed alcune estorsioni ai danni di operatori economici. Il provvedimento di scarcerazione di Vincenzo Bosco era stato impugnato dalla Procura della Repubblica di Palermo-Direzione Distrettuale Antimafia e, quindi, annullato dalla Corte di Cassazione che ha rinviato nuovamente al Tribunale per il Riesame di Palermo il quale si è pronunciato per il ripristino della misura cautelare in carcere.

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