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Cronaca
Trapani

Tentato omicidio Cuntuliano, dopo 7 anni ritrovata l'arma

17 Agosto 2020 16:10, di Laura Spanò
Tentato omicidio Cuntuliano, dopo 7 anni ritrovata l'arma
Cronaca
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Sono passati appena 10 giorni dall’arresto dell’imprenditore Matteo Bucaria e la vicenda giudiziaria si arricchisce di un nuovo importante particolare.
Gli uomini della Squadra Mobile, sulla base delle indicazioni fornite in un recente interrogatorio da Gaspare Gervasi, già in carcere per il tentato omicidio di Domenico Cuntuliano, hanno condotto ad una minuziosa attività di ricerca dell’arma del delitto, in un’impervia campagna del trapanese.Prima di ferragosto la svolta, quando gli investigatori, unitamente alla Polizia Penitenziaria che scortava il recluso, hanno rinvenuto il fucile a canne mozze che Gervasi aveva nascosto tra alcune rocce, prima di essere arrestato, dopo averlo avvolto in un sacco di cellophane nero.
L’arma è stata ora sequestrata, in attesa degli accertamenti tecnici specialistici. Per questo tentato omicidio avvenuto nel marzo del 2013 nei giorni scorsi è stato tratto in arresto il cognato l'imprenditore Matteo Bucaria, quale mandante.
Il 12 agosto scorso l'imprenditore Matteo Bucaria era stato sentito in carcere dal Pm negando ogni addebito e contestazione  nel corso dell'interrogatorio in carcere dove si trova rinchiuso da qualche giorno dopo essere stato arrestato dalla squadra mobile su ordine del gip di Trapani, Caterina Brignone, perchè accusato di essere stato il mandante del tentato omicidio del cognato, Domenico Cuntuliano.
Un interrogatorio durato circa quattro ore. Una vicenda che risale al marzo 2013 e per il quale sta scontando in carcere una condanna a 12 anni l'esecutore, Gaspare Gervasi. Matteo Bucaria, difeso dagli avvocati Giovanni Liotti e Sabina Bonfiglio, che dinanzi al Gip Brignone si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha deciso invece di rispondere al pm Sara Morri titolare delle indagini.
"Io - ha detto - non ho armato la mano di nessuno e non ho ordinato di uccidere mio cognato".
Le risposte di Bucaria sarebbero state indirizzate anche a far rilevare alcune incongruenze investigative, a partire dal fatto di aver potuto tenere nascosto un fucile a canne mozze in un periodo in cui era molto attiva la sua collaborazione con la Polizia.

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