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Torino. Per la Dia è il “contabile” della ndrangheta, sigilli a beni per 2,5mln - Trapani Oggi

Torino. Per la Dia è il “contabile” della ndrangheta, sigilli a beni per 2,5mln

01 Dicembre 2021 10:43, di Redazione
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L'uomo svolgeva l'attività di commercialista

TORINO - Beni per un valore che supera i due milioni e mezzo di euro sono stati sequestrati stamani Direzione Investigativa Antimafia di Torino ad un pregiudicato che era stato già finito in una precedente operazione di polizia. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino. L’uomo è ritenuto difatti come l’“esperto contabile” di una nota famiglia ‘ndranghetista ramificata nella provincia del capoluogo piemontese e coinvolta in sequestri di persona a scopo di estorsione, oltre che nel possesso di armi illegali e nel traffico internazionale di stupefacenti.

Il pregiudicato, che svolgeva la professione di commercialista nel comune di Torino, era noto alle cronache giudiziarie per avere stilato un vero e proprio “vademecum” contenente le modalità di realizzazione di frodi fiscali ai sistemi IVA nazionale e dell’Unione Europea. Negli anni scorsi era stato condannato per vari reati di natura fiscale e per bancarotta fraudolenta, ed ultimamente riconosciuto responsabile di diversi crimini, come il trasferimento fraudolento di valori e l’emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti.

Per questo gli erano stati inflitti, in primo grado, sei anni di reclusione ed il pagamento di una multa di 8mila euro, oltre ad essere stato interdetto perpetuamente dai pubblici uffici. Il provvedimento di sequestro - eseguito dalla Dia nell’ambito dell’operazione “Ofanto” - confermerebbe quanto accertato dagli investigatori nel corso delle indagini patrimoniali ed ha interessato l’intero patrimonio dell’uomo: compendi aziendali di due società attive nei settori immobiliare ed agricolo; uno studio professionale di commercialista; una cassetta di sicurezza; 17 conti corrente e polizze assicurative; e 64 unità immobiliari tra il Piemonte e la Basilicata.

L’odierna operazione si inserisce nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.

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