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Attualità
Castelvetrano

Tornano in abbandono i terreni sottratti ai Cascio e affidati a coop sociale

24 Maggio 2017 12:24, di Ornella Fulco
Tornano in abbandono i terreni sottratti ai Cascio e affidati a coop sociale
Attualità
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Versano in completo abbandono i 16 ettari di terreno in località Inchiusa Petrulla, nel territorio di Castelvetrano, sequestrati agli imprenditori Cascio e affidati in comodato d'uso ad una cooperativa sociale che li aveva coltivati durante il periodo del sequestro. Con la confisca, cioè con il definitivo passaggio al patrimonio dello stato, la cooperativa sociale che aveva recuperato i 7,36 ettari di vigneto (Inzolia, Nero d’Avola e Sirah) e gli 8,33 ettari di uliveto (nocellara), praticando la coltivazione biologica, ha dovuto lasciare i beni. A denunciare la situazione è il Coordinamento provinciale trapanese dell'associazione Libera che sottolinea come, oltre a garantire una presenza costante, la cooperativa, nel 2016, abbia garantito dal punto di vista occupazionale più di 365 giornate lavorative. La cooperativa aveva anche manifestato la propria disponibilità, sia al Comune sia all’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati, a garantire temporaneamente la gestione nell'attesa dell’assegnazione, secondo la normativa vigente, per salvaguardare il bene e l’annata agraria. "Paradossalmente - si legge nella nota di Libera - nel momento in cui il bene è giunto a confisca definitiva, e quindi si sarebbe dovuto procedere alla pronta assegnazione a fini sociali, è invece accaduto tutt’altro, e cioè il grave abbandono di questi terreni esponendoli al rischio di vandalizzazioni e danneggiamenti. Un valore in termini sociali e occupazionali rischia di perdersi nei corridoi della farraginosa burocrazia a danno dell’interesse collettivo" Secondo il Coordinamento provinciale di Libera "pur condividendo la necessità che tutte le procedure formali siano espletate correttamente" è necessario "trovare le modalità affinché i beni confiscati, durante i tempi necessari a maturare tali passaggi, non ricadano in stato di abbandono recando un danno sostanziale, sia materiale sia in termini di credibilità, da parte delle Istituzioni". Libera sottolinea il "valore simbolico e sostanziale di immagine/presenza dello Stato che è alla base dei progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati, spesso ancora oggi oggetto di intimidazioni, come incendi e danneggiamenti" e l'interesse, da parte delle Istituzioni e della società civile, "di non dare segnali negativi alla comunità e rendere efficace il riuso sociale dei beni confiscati, dimostrando che possono rappresentare, se gestiti con professionalità e impegno, un reale volano per lo sviluppo economico e sociale del territorio in cui ricadono".

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