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Cronaca
Palermo

Traffico internazionale di stupefacenti, condannato il boss Miceli

22 Marzo 2018 09:25, di Ornella Fulco
Traffico internazionale di stupefacenti, condannato il boss Miceli
Cronaca
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Condannato a 16 anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti il salemitano Salvatore Miceli, per anni nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. A interrompere la sua latitanza di lusso in hotel 5 stelle di mezzo Sudamerica furono, nel 2009, i Carabinieri di Trapani che lo arrestarono all'alba davanti ad un hotel di Caracas. Era ricercato dal 2001 per un traffico di droga tra l'America Latina e l'Italia. Nel corso dell’indagine furono arrestati cinque soggetti che avevano messo in piedi, nel territorio di Misilmeri, una coltivazione intensiva di marijuana: i militari dell’Arma sequestrarono circa 800 piante di cannabis, 250 chilogrammi di marijuana e un fucile calibro 12. Al termine delle indagini i Carabinieri denunciarono 21 persone e, nel luglio 2016, l'Autorità giudiziaria emise, nei confronti di sette persone altrettanti provvedimenti cautelari personali dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Ritenuto capomafia di Salemi, città degli esattori mafiosi Nino e Ignazio Salvo, Salvatore Miceli era già stato condannato in precedenza sempre per narcotraffico e aveva scontato la pena. Ad affidargli il business della droga era stato, attraverso il suo consigliere Pino Lipari, il boss Bernardo Provenzano che di lui si fidava ciecamente. Nell'ottobre del 1990 di Miceli si occupò l'allora procuratore di Marsala, Paolo Borsellino, che lo fece arrestare grazie alle dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Giacoma Filippello. La donna l'aveva indicato come personaggio di spicco del traffico internazionale di droga. Legato al boss latitante Matteo Messina Denaro, Miceli avrebbe avuto anche il compito di cucire rapporti tra Cosa nostra, la 'Ndrangheta calabrese e i cartelli colombiani della cocaina. Nello stesso processo, celebrato con il rito abbreviato davanti al gup di Palermo, sono state condannate per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga altre cinque persone mentre altre tre sono state assolte. L'inchiesta che coinvolge Miceli e che riguarda l'importazione in Sicilia di grossi quantitativi di cocaina colombiana suscitò molte polemiche perché il gip respinse le richieste di arresto dei pm e decise di applicare, peraltro solo ad alcuni indagati, l'obbligo di dimora e di presentazione ai Carabinieri. Il carcere venne escluso dal giudice che ritenne l'assenza dell'attualità del reato. Solo il tribunale del Riesame, a cui la Procura si rivolse impugnando la decisione del gip, portò in cella gli indagati che adesso sono stati condannati. La nuova condanna ha raggiunto Salvatore Miceli in carcere dove si trovava già detenuto.

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