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Trapani, concessioni edilizie

24 Gennaio 2011 17:29, di Niki Mazara
Trapani, concessioni edilizie
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Trapani, 24 gennaio 2011- IL consigliere comunale Giuseppe Pellegrino, assieme ai consiglieri Ninni Passalacqua e Nicola De Caro, si sono assunti l’onere di approfondire una materia assai complessa che riguarda le concessioni rdilizie, materia regolata da leggi Nazionali e regionali, decreti e norme che a volte appaiono in contrasto tra loro. I cittadini del capoluogo rifiutano di ritirare le concessioni, anche perché nella città di Trapani da alcuni mesi si sono verificati notevoli cambiamenti relativi alle concessioni edilizie in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della legge 47/85,  ai pagamento dei diritti di segreteria per le pratiche edilizie, agli oneri concessori per i cambi di destinazione d’uso etc.che hanno scoraggiato la nascita di attività economiche o il non ritiro di autorizzazioni edilizie, in quanto gli oneri concessori hanno visto l’aumento per determinati cambi di destinazione d’uso per una superficie di 100 mq  da € 600,00 a € 6.000,00 circa. In una nota inviata al sindaco a firma del consigliere socialista Peppe Pellegrino,considerato che la Legge demanda al consiglio Comunale l’approvazione della delibera consiliare degli oneri concessori determinate in base alle tabelle parametriche redatte dalla Regione Siciliana, che il consiglio comunale di Trapani in data 8/4/2004 ha approvato la relativa deliberazione (n.72),che la delibera di G.M. n. 16/2010 fa espresso riferimento  al D.P.R. 380/2001, al punto 9 dell’art. 16 del D.P.R. n. 380/2001 che prescrive l’applicazione dell’aliquota per la determinazione del contributo per il permesso di costruire variabile dal 5 per cento al 20 per cento e che la medesima delibera di Giunta ha effettuato la scelta di applicare l’aliquota media del 10% individuando le categorie funzionali autonome ordinate in base all’aumento crescente del carico urbanistico in maniera restrittiva, chiede al sindaco di verificare se è stato applicato impropriamente il D.P.R. 380/2001,la legittimità della delibera di Giunta del 2/8/2010 n. 214.Inoltre, per Pellegrino il sindaco dovrebbe annullare in autotutela la delibera consiliare  n. 97 del 5/7/2010 avente ad oggetto “Criteri di indirizzo per la qualificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste in materia di abusi edilizi”, oltre a vagliare se debba essere subito ritirata la proposta di delibera all’esame del Consiglio Comunale avente per oggetto: “Modifica alla delibera consiliare n. 97 del 5/7/2010 avente ad oggetto “Criteri di indirizzo per la qualificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste in materia di abusi edilizi” in quanto non di sua competenza. A ciò si aggiunga la opportunità di verificare se la revisione di tutti gli oneri concessori  ad iniziare dall’1.1.2010 all’ufficio urbanistica per le pratiche già rilasciate  sia legittimo o meno, se i diritti di Segreteria in atto vigenti  che prevedono anche il numero delle unità immobiliari o l’autorizzazione allo scarico anch’esso ad unità immobiliare sia legittimo, che tutti gli atti dell’ufficio urbanistica ad iniziare dall’1.1.2010 per il pagamento degli oneri concessori sia stato effettuato nel rispetto del giusto contributo dovuto dai cittadini o dobbiamo assistere a richiesta di danni per avere costretto i cittadini a pagare oltre il dovuto o sono stati scoraggiati o addirittura hanno deciso di rinunziare all’apertura di attività economiche in questa fase così delicata e drammatica a livello economico. Tutto quanto premesso, secondo Pellegrino, si sarebbe verificao in quanto l’ufficio addetto, al fine di non incappare in eventuali errate interpretazioni di leggi e norme non sempre chiare, tende sempre ad applicarle in modo restrittivo ed il più oneroso possibile per i cittadini che in tal modo vengono scoraggiati o a volte rinunciano all’apertura di attività economiche con notevole danno occupazionale ed economico. Inoltre, si ha l’impressione che a volte l’ufficio, invece di assumersi le proprie responsabilità, tende a salvaguardarsi politicamente facendosi avallare decisioni e interpretazioni spettanti ai dirigenti con delibere di Giunta e di Consiglio che spesso allungano notevolmente i tempi.

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