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Cronaca
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Trapani e i furbetti delle mascherine. Blitz della guardia di finanza, una denuncia

19 Marzo 2020 08:16, di Laura Spanò
Trapani e i furbetti delle mascherine. Blitz della guardia di finanza, una denuncia
Cronaca
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Blitz ieri della guardia di finanza del Gruppo Trapani presso alcune attività commerciali dove venivano realizzate mascherine sanitarie che sono state sequestrate In particolare militari in servizio presso il gruppo della Guardia di Finanza di Trapani hanno proceduto a controllo e perquisizione (e poi al sequestro), all'interno di una attività commerciale del trapanese, che realizzava mascherine facciali ad uso medico. Nell'attività secondo quanto verificato dai finanzieri venivano realizzate abusivamente mascherine per essere vendute.
Più precisamente i finanzieri del Gruppo Trapani "nel controllare una piccola impresa commerciale di Trapani attiva nel commercio all'ingrosso di ferramenta e nel taglio e piallatura del legno, hanno scoperto che nell'annesso laboratorio c'era materiale (elastici e pezzo di stoffa di vario colore) che comprovava la produzione abusiva di maschrine protettive, realizzate artigianalmentee confezionate in generiche buste per alimentinon sterilizzatee chiuse mediante spillatura".
All'interno del negozio pronte per la vendita sono state rinvenute e sequestrate 211 mascherine in vario colore, di cui 102 imbustate anche insieme ad altrettanti paia di guanti in lattice.
"La riprova della diretta produzione - scrivono gli investigtori delle fiamme gialle - si ricavava anche dall'assenza di fatture d'acquistodi altra documentazione contabile idonea ad attestarne la provenienza e la conformità alle vigenti norme in materia sanitari". Le confezioni contenenti una mascherina ed un paio di guanti venivano rivendutea 15 euro l'una, se il cliente richiedeva lo scontrino (ora denominato documento commerciale) o 10 euro, se il cliente non chiedeva lo scontrino. Poco prima dell'accesso all'interno della ditta infatti era stato fermato un cliente che aveva appena scquistato una confenzione al costo di 10 euro, senza che gli fosse rilasciato scontrino.
A questo punto le Fiamme gialle hanno proceduto al sequestro. Il reato in contestazione è il delitto di cui all'articolo 515 Codice Penale cioè frode in commercio.
Nel frattempo altre ditte stanno realizzando mascherine da regalare alla pubblica amministrazione Asp e Comune di Trapani per venire incontro alla carenza di dispositivi vista l'emergenza covid-19.
Nel caso di specie è rilevante far sapere quanto segue:
Il decreto legge 17 marzo 2020 n.18 'misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, il cosiddetto 'cura Italia' per fronteggiare l'emergenza coronavirus, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (in edizione straordinaria) ed è quindi in vigore.
D.L. 17.03.2020 nr. 18
Art. 15 (Disposizioni straordinarie per la  produzione di mascherine  chirurgiche e dispositivi di protezione individuale)
 1.  Fermo quanto previsto dall’articolo 34 del  decreto legge 2 marzo 2020 n. 9,  per la gestione dell’emergenza COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito produrre, importare e immettere in commercio  mascherine chirurgiche e dispositivi di  protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni;
2. I produttori  e gli importatori delle  mascherine chirurgiche di cui al comma 1,  e coloro che li immettono in commercio i  quali intendono avvalersi  della  deroga  ivi prevista, inviano all’Istituto superiore di sanità una autocertificazione nella quale, sotto la  propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle  mascherine e dichiarano che le  stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata  autocertificazione  le aziende  produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto  superiore di sanità, nel termine di  3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma,  si pronuncia circa la  rispondenza delle  mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
3. I  produttori, gli  importatori dei  dispositivi di  protezione individuale di cui  al comma 1 e coloro che  li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi  prevista, inviano all’INAIL  una autocertificazione nella quale, sotto la  propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di  cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata  autocertificazione  le aziende  produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla  validazione dei dispositivi di  protezione individuale oggetto della  stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la  rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti.
4. Qualora all’esito della  valutazione di cui ai commi 2 e 3 i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, impregiudicata l’applicazione  delle disposizioni  in materia di autocertificazione,  il produttore  ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore  è fatto divieto di immissione in commercio.

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