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Cronaca

Truffa Fondi Agricoli Ue, 16 arresti fra imprenditori e funzionari della Regione

04 Marzo 2020 08:26, di Redazione
Truffa Fondi Agricoli Ue, 16 arresti fra imprenditori e funzionari della Regione
Cronaca
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Sedici persone arrestate, altre otto sottoposte all’obbligo di dimora. E' questo il bilancio del blitz effettuato dalla Finanza, che stamane ha fatto scattare a Palermo una maxi operazione su una presunta truffa sui fondi agricoli, perpetrata a danno dell’Unione europea. Si tratta, di fondi per l’agricoltura relativi al Programma di sviluppo rurale Sicilia per gli anni 2007/2013 e 2014/2020 che ruotano intorno all’Ipa, l’ispettorato provinciale dell’Agricoltura della Regione Siciliana. L'operazione è stata denominata “GULASCH - AMICI MIEI”.Coinvolti nell’inchiesta funzionari dell’assessorato regionale all’Agricoltura e imprenditori. Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.
Quella scoperta dalle fiamme gialle è una vera e propria organizzazione dedita al malaffare. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, hanno anche sequestrato 14 aziende. Gli arrestati avrebbero truffato l’Ue accaparrandosi fondi per 12,5 milioni di euro ed erano pronti a incassare altri 3,5 milioni del Piano di Sviluppo rurale dell’assessorato regionale all’Agricoltura.
I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti di 24 soggetti, di cui 4 sottoposti a custodia cautelare in carcere, 12 ristretti agli arresti domiciliari, 8 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Arrestati e indagati
In carcere sono finiti: gli imprenditori Paolo Giarrusso, Giovanni Di Liberto e Francesco Di Liberto, ed ancora: Filippo Cangialosi, funzionario dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Palermo. Ai domiciliari è stato posto il dirigente del Dipartimento Regionale Agricoltura ed ex ispettore capo dell’Ispettorato, Antonino Cosimo D’Amico, ma anche Vincenzo Geluso, componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura ed ex sindaco di San Cipirello. Arrestati e posti ai domiciliari anche Ciro Maurizio Di Liberto tecnico progettista della Di Liberto srl (fratello di Giovanni Salvatore e Francesco), Nunzia Salvina Pipitone, ritenuta prestanome e moglie di Giovanni Salvatore Di Liberto, Roberto Percival, intermediario all’estero dei fratelli Di Liberto, Marco Iuculano, rappresentante legale della Lpb soc. coop, Giovanni Calì,  rappresentate legale della General Tec soc. coop., Alessandro Mocciari Li Destri, imprenditore agricolo, Giuseppe Taravella, già legale rappresentante del Consorzio agrario di Palermo scarl e poi in servizio presso l’Ispettorato dell’agricoltura di Palermo, gli ingegneri di Marineo Riccardo Puccio e Francesco Sclafani e l’avvocato Giuseppe Guttadauro, noto imprenditore agricolo.
Obbligo di dimora nel comune di residenza e di presentazione alla polizia giudiziaria per altri otto tra funzionari pubblici e imprenditori coinvolti nell’inchiesta: Gaetano Ales, funzionario dell’Ipa di Palermo, Salvatore Picardo, responsabile dell’area 4 tecnica – Suap del comune di San Cipirello, Lillì Napoli e Maria Luisa Virga, dirigenti dell’Ipa di Palermo, Ciro Spinella, agronomo di Marineo, Girolamo Lo Cascio, già rappresentante legale della General Tec soc. coop., Alessandro Russo, tecnico progettista della Di Liberto srl e Maria Concetta Catalano, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura “Basse Madonie”.
L'attività investigativa dei Finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia
economico finanziaria di Palermo
sarebbe stata attuata attraverso pedinamenti, appostamenti e intercettazioni. Quella scoperta vienedefinita dagli investigatori una “consorteria criminale ideata, promossa e diretta dai fratelli Di Liberto, finalizzata all’ottenimento illecito di rilevanti finanziamenti pubblici concessi dalla Regione e alla perpetrazione di reati di falso, con la connivenza di alcuni professionisti e di Filippo Cangialosi, funzionario istruttore presso l’Ipa di Palermo”.
Scoperto anche un vero e proprio "sistema clientelare" con pubblici ufficiali in servizio presso l’Ispettorato provinciale dell’agricoltura di Palermo, che avrebbero favorito alcune pratiche di finanziamento: “I riscontri effettuati dalle fiamme gialle – si legge in una nota della Finanza – hanno consentito di accertare l’esistenza di molteplici cointeressenze tra i soggetti privati proponenti le domande di finanziamento e i dirigenti o funzionari dell’Ipa di Palermo, finalizzate all’illecito ottenimento di rilevanti finanziamenti pubblici concessi dalla Regione attraverso l’alterazione o addirittura la sostituzione dei documenti posti a supporto delle richieste”.

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