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Truffa su acquisto di pc per i corsi, bufera su ANFE Sicilia [VIDEO]

12 Gennaio 2017 12:09, di Ornella Fulco
Truffa su acquisto di pc per i corsi, bufera su ANFE Sicilia [VIDEO]
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Simulavano acquisti di attrezzature informatiche per lo svolgimento dei corsi di formazione ma in realtà le ingenti somme - provenienti da fondi europei - ottenute dalla Regione venivano investite nell'acquisto di immobili intestati ad una società immobiliare e ad una dipendente dell'ente di formazione. A finire stamane ai domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, ad opera dei finanzieri del Comando provinciale di Trapani, sono stati Paolo Genco, originario di Salemi ma residente a Palermo, rappresentante legale di ANFE Sicilia, e Baldassare Di Giovanni, titolare delle ditte "General Informatic Center" e "Coreplast". Altre quattro persone, due uomini e due donne, sono state denunciate a piede libero. Il reato contestato a tutti dalla Procura della Repubblica di Trapani è quello di truffa aggravata. Disposto anche il sequestro di 41 immobili, dislocati nella provincia di Trapani, Palermo, e fuori dalla Sicilia, per un valore di circa 2 milioni di euro. L'indagine, partita da Catania sulla base delle segnalazioni di corsisti che non avevano ricevuto le indennità dovute, si è spostata poi ad Enna e infine a Trapani dove il denaro materialmente arrivava sui conti correnti intestati all'ANFE Sicilia presso alcuni Istituti bancari. L’indebita percezione di fondi pubblici, per un un totale di oltre 53 milioni di euro, si riferisce al periodo che va dal 2010 al 2013 ed è stata messa in luce grazie ad una lunga e delicata attività d’indagine svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani sia tramite accertamenti bancari e contabili sia attraverso intercettazioni ambientali. Il responsabile dell'ente di formazione, in accordo con Di Giovanni, aveva rendicontato, mediante la produzione di false fatture di acquisto, costi per l'acquisto di beni e servizi mai effettivamente forniti. Il denaro ritornava poi nella disponibilità di Paolo Genco che lo reinvestiva nell'acquisto di numerosi immobili (molti dei quali oggi sottoposti a sequestro), formalmente intestati in parte alla società immobiliare “La Fortezza” (amministrata da Di Giovanni), e in parte ad una dipendente dell’ANFE, anch’essa coinvolta nella frode. Alcuni di questi immobili venivano, inoltre, affittati all'ANFE, producendo con duplice illecito guadagno per i due. "Per consentire - come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Pasquale Pilerci - alla “General Informatic Center” di aggiudicarsi tutti i contratti di fornitura di beni e servizi, facendo apparire che la selezione era avvenuta sulla base del criterio dell’offerta più conveniente, venivano simulate indagini di mercato tra fornitori di materiale informatico, allestendo falsi preventivi di spesa riconducibili a ditte risultate ignare di tutto ciò o addirittura inesistenti". "I sopralluoghi che abbiamo effettuato nelle sedi di Trapani, Marsala, Mazara e Castelvetrano - ha spiegato il tenente colonnello Michele Ciarla, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria - hanno dimostrato che i computer realmente utilizzati per i corsi erano obsoleti e che le attrezzature informatiche non erano rinnovate così spesso come il responsabile dell'ente di formazione attestava per ottenere i rimborsi dalla Regione".

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