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Uso a pagamento delle sale della "Fardelliana", la protesta di "A Misura d'Uomo" - Trapani Oggi

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Cultura
Trapani

Uso a pagamento delle sale della "Fardelliana", la protesta di "A Misura d'Uomo"

16 Maggio 2016 13:37, di Niki Mazara
Uso a pagamento delle sale della "Fardelliana", la protesta di "A Misura d'Uomo"
Cultura
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«Siamo stati messi a conoscenza, da parte della direttrice Margherita Giacalone, che la “deputazione” della Fardelliana, presieduta dal sindaco Vito Damiano, avrebbe deciso di rendere a pagamento l'accesso alla biblioteca a riferimento dell'uso della sala Torre Arsa e della sala Fardella in occasione di eventi culturali, sociali e “politici” lì organizzati. A sollevare la questione è Natale Salvo, segretario del movimento civico “A Misura d'Uomo”. «Già solo così increduli - commenta - siamo rimasti ancor più basiti nello scoprire, inoltre, che nei locali della biblioteca sono proibite le manifestazioni “politiche”. Quest'ultima, infatti, è una definizione così generica che potrebbe far sembrare che ogni iniziativa che tratti temi “politici” - ovverosia d'interesse della Polis – sia bandita. Resterebbero i dibattiti “culturali”». La domanda sorge spontanea: «Parlare del pensiero di Platone - prosegue il segretario di "A Misura d'Uomo" - Macchiavelli, Bacone, Locke, Rousseau, Kant, Burke, Schopenhauer, Stuart Mill, Marx, Popper è “cultura” o è “politica”? O, forse, non è semplicemente possibile calare il grande pensiero di questi uomini nell'attualità? O, forse, dovremmo prima passare dal “visto si autorizza” il testo delle relazioni prima d'aver accesso alla Sala Torre Arsa?» «Questa associazione – o “movimento politico” in senso lato, sottolinea Salvo – ha organizzato e promosso presso la Biblioteca Fardelliana oltre dodici momenti d'incontro e di arricchimento politico-culturale fra il 2014 e il febbraio 2016 senza fine di lucro alcuno. Con spirito di servizio verso la nostra città e con l'intento di arricchire il dibattito “politico” fra i cittadini. A sentire il nuovo Regolamento, per far ciò, avremmo dovuto versare oltre 1.600 euro, sempreché le nostre attività non fossero state catalogate come “politiche” e quindi vietate». «Non abbiamo intenzione alcuna di sottostare al pagamento di un “contributo spese” per i motivi succitati - conclude Natale Salv - non siamo venditori di pentole, né di libri! Non abbiamo “sponsor” e non chiediamo contributi ad alcuno, men che mai al Comune». Da qui la richiesta d'immediata modifica del Regolamento approvato dalla “deputazione” della "Fardelliana".

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