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Valderice, anniversario omicidio Ciaccio Montalto. - Trapani Oggi

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Valderice, anniversario omicidio Ciaccio Montalto.

25 Gennaio 2012 16:58, di Niki Mazara
Valderice, anniversario omicidio Ciaccio Montalto.
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Valderice, 25 gennaio 2012 – Il comune di Valderice oggi alle 9,30 celebra il 29° anniversario della morte del giudice Gian Giacomo Ciaccio Montalto, assassinato dai sicari di “cosa nostra” nel 1983 davanti l’abitazione paterna di Via Carollo, dove si recava quando preparava i processi e gli atti giudiziari. L’amministrazione, come ogni anno, commemorerà il magistrato trapanese con una corona che sarà deposta nel luogo dell’eccidio. Saranno presenti, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, gli studenti della locale scuola Media “Giuseppe Mazzini” e del Circolo didattico “Dante Alighieri”.«Non è inutile – ricorda il sindaco, Camillo Iovino – coltivare l’esercizio della memoria. Èun dovere civico, ed insieme un diritto perché l’oblio può divenire strumento per annacquare insieme al ricordo anche le coscienze». La memoria collettiva di Valderice deve, purtroppo, ricordare insieme alla figura di Giangiacomo Ciaccio Montalto quelle di altri uomini, valdericini, o cittadini adottivi di Valderice, assassinati dalla mafia: il carabiniere Pietro Morici, il giornalista e sociologo Mauro Rostagno, il sindaco Sebastiano Bonfiglio.Anche il presidente del consiglio provinciale Peppe Poma ha voluto commemorare l'omicidio di Montalto. " Un vero martire della lotta alla mafia. E’ con queste parole che il Presidente Peppe Poma, a nome dell’intero Consiglio Provinciale, intende ricordare oggi, vigilia del 29° anniversario del tragico attentato di via Carollo a Valderice, l’estremo sacrificio dell’ex Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani, Giangiacomo Ciaccio  Montalto, assassinato da impietosi sicari di “cosa nostra” nella notte tra il 24 ed il 25 gennaio del 1983. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, - ha aggiunto il Presidente Poma - per me, cittadino di Valderice, di cui ero Consigliere Comunale proprio nel gennaio dell’83, è doppiamente triste ricordare questo tragico anniversario ma, nel contempo, mi sento onorato di farlo, a nome anche di tutti i gruppi politici che compongono il Consiglio Provinciale di Trapani, per sottolineare ancora una volta – ma è certamente opportuno ribadirlo - che Giangiacomo Ciaccio Montalto seppe intuire la centralità del ruolo svolto dal territorio trapanese nella ramificazione mafiosa siciliana e internazionale, le collusioni ed i meccanismi che consentono tuttora alle organizzazioni criminali e mafiose di occultare e di utilizzare, ripulendole e moltiplicandole, le ingenti somme di denaro accumulate grazie alle tante attività illecite nascoste dietro paraventi di apparente legalità. In questo modo Ciaccio stava per colpire duramente gli interessi delle cosche ma le ha pure sicuramente indotte a decretarne la condanna a morte. Sono certo – ha detto ancora il Presidente del Consiglio Provinciale - che insistendo sul percorso da lui avviato – come sta per fortuna avvenendo con i maxisequestri operati anche di recente ai danni di diversi fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro – sarà possibile contrastare efficacemente le strategie industriali di quella nuova consorteria criminale che fa capo al boss di Castelvetrano e che è destinata ad essere sgominata recidendo i collettori che rendono ancora redditizio lo svolgimento di talune attività pseudo imprenditoriali messe al servizio della mafia e che, nel contempo, sono finora riuscite a garantire la latitanza del super boss Matteo Messina Denaro.  E nel momento in cui ricordiamo i quasi trent’anni già trascorsi dalla tragica fine della vita di Ciaccio Montalto, voglio esprimere – ha concluso Peppe Poma – a nome sempre dell’intero Consiglio Provinciale, la più ferma condanna di ogni forma di violenza e la vicinanza umana e istituzionale nei riguardi dell’imprenditore Gianfranco Becchina e dell’ex Consigliere Comunale di Campobello di Mazara, Pietro Masaracchio, fatti bersaglio in questi ultimi giorni, di inqualificabili azioni delinquenziali che non possono e non debbono trovare il benché minimo alibi da parte di chi rappresenta le pubbliche istituzioni né dalla pubblica opinione. Il nostro territorio, infatti, ha bisogno e vuole dare spazio alla trasparenza, alla operosità, al sano impegno per la costruzione di una provincia che faccia parte integrante dell’Europa, che non intende essere preda della violenza cadendo nei tranelli tesi dalla criminalità organizzata e mafiosa ma che, al contrario, vuole agire nel pieno rispetto della legalità, della democrazia e della libertà per costruire, su questi solidi e validi principi, le basi del proprio sviluppo e dell’avvenire delle future generazioni.

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