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Valderice, la Mozione di sfiducia di Udc e Pd

06 Dicembre 2011 18:18, di Niki Mazara
Valderice, la Mozione di sfiducia di Udc e Pd
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Valderice, 6 dicembre 2011- Nella giornata di ieri, è stata presentata la Mozione di Sfiducia al Sindaco di Valderice, Camillo Iovino, sottoscritta dai consiglieri comunali appartenenti ai Gruppi Consiliari del PD e dell’UDC. Tale decisione – sottolinea i capigruppo di Pd ed Udc  Francesco Cicala e  Antonino Bongiorno ed i coordinatori comunali dei due partiti, Mino Spezia e Anna Maria Croce-  è maturata dopo un’attenta riflessione sulla carente attività amministrativa e politica posta in essere sin dall’inizio della legislatura dal Sindaco e dalla sua Giunta, dalla quale è emerso che tutti i punti programmatici sono stati disattesi per incapacità ed inadeguatezza degli stessi, e che la nostra città versa ormai in uno stato di totale abbandono.La mancata realizzazione dell’Area Artigianale, delle Fognature e del Porto di Bonagia, la vergognosa gestione dell’Istituzione Teatro Comunale “ Valle di Erice”, il fallimento delle politiche attive del lavoro, sono soltanto alcuni degli aspetti posti a base dell’articolata e circostanziata mozione di sfiducia, ove sono indicati in maniera puntuale e precisa atti e documenti specifici che testimoniano la fondatezza della stessa sia sotto il profilo amministrativo che sotto il profilo politico. In questa legislatura –asseriscono Pd e Udc- il Sindaco non ha realizzato nulla di quanto promesso in campagna elettorale e di quanto contenuto nel proprio programma elettorale, non riuscendo ad andare oltre la politica degli annunci che non abbandona ancora oggi nonostante i suoi continui fallimenti. Accanto a ciò va sottolineata l'evidente incapacità del primo cittadino ad affrontare e risolvere le innumerevoli problematiche della comunità Valdericina, anche quelle di natura ordinaria. Le famiglie, i lavoratori, gli artigiani e le imprese hanno atteso troppo tempo senza che si registrasse alcuna iniziativa politica credibile volta a dare certezze di sviluppo ed occupazione. Totalmente fallimentare –continuano Pd e Udc- è stata poi la gestione delle casse comunali con il serio rischio di sforare per l’anno in corso il Patto di Stabilità tanto da indurre i consiglieri comunali a rinunciare al gettone di presenza per rimediare alla dissennata politica di bilancio attuata dal Sindaco, il quale si è guardato bene dal rinunciare alla propria indennità. A ciò si aggiunga l’approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale del bilancio di previsione 2011 ben oltre il termine previsto dalla legge e dalla mancata approvazione ad oggi del bilancio consuntivo 2010.  L’inefficienza è sotto gli occhi di tutti. Non c’è un solo settore dell’amministrazione che riesce a muoversi a pieno regime. E’ un’amministrazione inadeguata, sciatta, irresponsabile, legata a vecchie forme di clientelismo ed assistenzialismo che stanno decretando la fine di un territorio. Non c’è un solo servizio che abbia uno standard europeo. Non c’è una sola iniziativa in grado di programmare lo sviluppo del territorio. L’appello al dialogo fatto in queste ore dal Sindaco Iovino non è credibile. Abbiamo sempre sostenuto sin dal’inizio di questa legislatura l’importanza di un confronto costruttivo tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione e tra queste e l’Amministrazione Comunale, ma , a questa scelta di responsabilità, il Sindaco Iovino ha opposto una linea di chiusura e di arroccamento. Il dialogo auspicato all’inizio della legislatura si è rapidamente trasformato nel soliloquio arrogante e sprezzante che ha caratterizzato questi ultimi tre anni. L’attacco personale, e non politico, da parte del Sindaco nei confronti dei dirigenti dell’opposizione è stato periodico con l’obiettivo di nascondere la propria incapacità e rimanere aggrappato al potere, sostenuto da una coalizione che cerca, in tutti i modi, di segnare un confine tra le rispettive responsabilità. La mozione di sfiducia è uno strumento di liberazione! Le altre forze politiche (MPA-Forza del Sud-API-indipendenti), che in questi mesi hanno manifestato tutto il loro disaccordo nei confronti dell’attività del primo cittadino e della sua Giunta avranno così modo di manifestare ancora una volta il proprio dissenso votando un atto politico significativo come la mozione di sfiducia, permettendo, insieme a noi, di ridare la parola ai cittadini. Con la votazione sulla mozione di sfiducia avremo modo di distinguere in maniera netta tra chi sostiene questo fallimento e questo cattivo modo di amministrare e chi invece vuole ridare speranza ad una comunità in ginocchio; avremo modo, altresì, di distinguere tra chi, pur di salvare la propria poltrona è disposto, eventualmente, a fare marcia indietro rispetto a ciò che ha fatto e dichiarato in questi mesi e chi, invece, è disponibile a rinunciare al proprio ruolo di consigliere comunale pur di andare a nuove elezioni con un progetto serio e concreto per ricostruire la nostra città . Comunque vada il Partito Democratico e l’UDC –continuano nel documento- lavoreranno insieme ad un progetto comune, aperto al contributo della società civile e di tutte quelle forze politiche che seriamente credono nel riscatto di Valderice.

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