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Cultura
#Roma

Vandalizzati i resti dell'Uomo di Cala Rotonda

23 Dicembre 2013 15:01, di Redazione
Vandalizzati i resti dell'Uomo di Cala Rotonda
Cultura
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L'avevano detto subito gli archeologi - una coppia romana in vacanza sull'isola - giunti sul posto nell'immediatezza del ritrovamento: l'Uomo di Cala Rotonda - come era stato subito soprannominato a Favignana - prima si sposta da qui e meglio sarà per tutti. Il ritrovamento, avvenuto in maniera del tutto casuale lo scorso mese di agosto, di un teschio umano incastrato tra le rocce della scogliera, aveva subito attratto l'interesse degli studiosi che ipotizzavano, in attesa di esami più approfonditi, si potesse trattare di un uomo vissuto approssimativamente nel Neolitico o nell’Età del bronzo. L'area del ritrovamento era stata sottoposta a sequestro preventivo da parte dei Carabinieri e la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani aveva manifestato l'intenzione di procedere ad ulteriori indagini e alla rimozione del reperto per evitare, dato che si trovava a soli tre metri dalla battigia, che le mareggiate potessero danneggiarlo. Dopo qualche giorno era stata costruita anche una copertura, una sorta di "sarcofago" protettivo di lastre di compensato ed era anche comparso un cartello su cui si leggeva: "Ritrovamento archeologico occasionale. Attività di documentazione grafica preliminare", a cura della Soprintendenza trapanese che aveva subito richiesto, con una perizia, i fondi necessari all'Assessorato regionale competente. Nell'attesa che qualcosa si muovesse a Palermo, una transenna, un cartello e una fragile copertura - lo si è appreso nei giorni scorsi - nulla hanno potuto di fronte alla brutale stupidità di qualche vandalo che ha pensato bene di fracassare il cranio e ciò che restava dell'Uomo di Cala Rotonda. Il resto lo ha fatto la violenza dei marosi invernali. Un disastro prevedibile che ha spinto, come riferiscono dall'isola, i tecnici della Soprintendenza trapanese a recuperare i resti e trasferirli in terra ferma. Secondo i bene informati, non saranno brevi - se mai verranno - i tempi per ottenere le risorse economiche necessarie dall'Assessorato regionale. Più facile che il Comune o uno sponsor privato si decidano a farsi carico dei costi. Oltre a stabilire se si tratta davvero di un uomo preistorico o, piuttosto, di un naufrago del passato o di qualcuno "fatto sparire" per altri motivi, sarebbe interessante effettuare riscontri sul  luogo del ritrovamento per capire se vi possano essere altri elementi di interesse archeologico. "Troppa visibilità, da una parte, e trascuratezza dall'altra", commenta qualcuno che conosce bene le cose, isolane e non. Come dargli torto?

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