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Veneziano (Uilpa Polizia Penitenziaria): "La Base navale di Favignana non va chiusa"

23 Febbraio 2018 13:37, di Ornella Fulco
Veneziano (Uilpa Polizia Penitenziaria): "La Base navale di Favignana non va chiusa"
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La Base navale della Polizia Penitenziaria di Favignana sarà chiusa. Sulla questione, chiedendo al provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria di attivarsi per evitarla, interviene il Segretario provinciale della Uilpa Polizia Penitenziaria Gioacchino Veneziano, che definisce "del tutto incomprensibile" il provvedimento alla luce "delle ottime prove tratte dalla sperimentazione in atto nella regione Sicilia". In base alle notizie in possesso del rappresentante sindacale, per assicurare i servizi di traduzione da e per la Casa di reclusione, sarà stipulata una convenzione con la Guardia di Finanza. "Nulla è dato conoscere di questa convenzione - sottolinea Veneziano - e dunque non può esprimersi alcun parere sulla rispondenza delle previsioni con le effettive esigenze del servizio ma conosciamo la mole dei servizi disimpegnati dagli equipaggi della Base Navale di Favignana. Inoltre gli stessi equipaggi, lungi dal rimanere inoperosi in porto, quando non sono impegnati nei prioritari compiti di traduzione, assicurano la vigilanza delle acque antistanti la Casa di reclusione, si pensi all'impegno profuso nelle ricerche dei tre soggetti recentemente evasi e catturati proprio con il concorso del personale degli equipaggi della Base Navale, e inoltre concorrono fattivamente alla protezione dell'Area Marina Protetta delle isole Egadi". Secondo il Segretario provinciale della Uilpa Polizia Penitenziaria "questi lusinghieri risultati, attestati da ultimo dalla concessione di più che meritate ricompense al personale della Base, dovrebbero da soli, in una Amministrazione che avesse come proprio fine il perseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia, indirizzare le scelte verso il mantenimento dell'operatività della Base non già verso la sua chiusura". Veneziano accusa di disinteresse l'Amministrazione Penitenziaria anche sulla base della "colpevole inerzia mostrata durante i lavori propedeutici all'adozione della legge di riordino delle forze di polizia e, prima ancora, quando si decise la chiusura delle squadre nautiche delle altre forze di polizia a favore dell'accentramento delle competenze a favore della Guardia di Finanza. In quella occasione - prosegue - sono state colpevolmente associate Basi navali sorte per esigenze diverse, che non esitiamo a definire come marchette al potente di turno, da quelle che, come nel caso in esame, svolgevano e svolgono una funzione operativa insopprimibile e necessaria al sistema. Probabilmente chi si è seduto in quel tavolo 'interministeriale' non operando sul campo non ha compreso la portata dei cambiamenti in atto sottovalutandone le conseguenze; infatti scandalosamente si è scelto di far sedere ai tavoli di concertazione non già ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, o funzionari di Polizia Penitenziaria ben informati della vicenda ma soggetti che, alla prova dei fatti, si sono dimostrati non all'altezza, considerato le difficoltà che i colleghi della Polizia Penitenziaria in servizio sull'isola hanno incontrato e incontreranno per raggiungerla con i mezzi di linea se la Base navale chiuderà". Gianfranco De Gesù

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