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Mazara del Vallo | Cronaca

"Vicino alla mafia": sequestrati beni ad imprenditore e al figlio consigliere comunale

18 Luglio 2016 07:46, di Ornella Fulco
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Beni, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Trapani all'imprenditore...

Beni, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Trapani all'imprenditore mazarese Giuseppe Burzotta , 65 anni, e al suo nucleo familiare. La proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, avanzata dal Direttore della DIA Nunzio Antonio Ferla, è stata accolta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani che ha emesso il provvedimento condividendo le risultanze delle indagini, condotte d'intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del "Gruppo Misure di Prevenzione" della DDA di Palermo. Noto imprenditore del settore edile, Burzotta, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, pur non annoverando condanne, è indiziato di appartenenza ad associazione di tipo mafioso. Dalle indagini condotte dalla DIA di Trapani, è emerso che avrebbe costantemente fornito "supporto economico e finanziario a membri della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, ovvero a familiari degli stessi, ovvero ancora ad imprenditori indicati dai medesimi membri del sodalizio criminale". Le attività intercettazioni, i riscontri bancari e le numerose testimonianze acquisite hanno dimostrato che l'imprenditore avrebbe ricavato le risorse economiche, necessarie all'attività di sostentamento di alcuni componenti del sodalizio mafioso mazarese, attraverso il sistematico ricorso ad attività finanziarie illecite e dalla gestione occulta di imprese intestate a prestanome. Destinatario del provvedimento di sequestro è anche sto figlio Andrea, consigliere comunale di Mazara del Vallo, già consigliere provinciale, ritenuto complice del padre nell'attività di trasferimento fraudolento di beni. Gli accertamenti economici e sui redditi effettuati dalla DIA trapanese hanno evidenziato l'esistenza di un patrimonio il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati da padre e figlio. Fra i beni sequestrati figurano 11 fabbricati; 9 tra autocarri ed autovetture; 25 lotti di terreno; 39 rapporti bancari; l'intero capitale sociale ed il compendio aziendale di 4 società.

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