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Trapani - cronaca

Sequestrati beni per 60 milioni di euro a commercialista “vicino” a Messina Denaro

22 Agosto 2018 - Fonte: Carabinieri ROS
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L'operazione è stata effettuata dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo e del ROS dei Carabinieri - Beni per un valore complessivo di 60 milioni di euro sono stati sequestrati stamane dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo e del ROS dei Carabinieri a Giovanni Savalle, esperto fiscale-tributario e imprenditore nel settore alberghiero e immobiliare. L’operazione congiunta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, ha dato esecuzione al provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani.
L’imprenditore, al quale sono stati sequestrati una pluralità di beni (quote o intero capitale sociale delle società, complesso dei beni aziendali, beni immobili e mobili registrati, rapporti bancari e finanziari anche esteri) nella disponibilità anche dei suoi più stretti familiari, secondo gli inquirenti sarebbe “vicino” a esponenti del mandamento mafioso di Castelvetrano inseriti nel circuito che favorisce la latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
 
Tali rapporti avrebbero consentito, nel tempo, alle imprese di Savalle di assumere dimensioni rilevanti nel tessuto economico della provincia di Trapani. La pericolosità sociale dell’imprenditore sarebbe riscontrabile sia in numerosi procedimenti penali nel settore tributario (relativi a dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, mancato pagamento di imposte etc.) e nel settore fallimentare (bancarotta fraudolenta), sia in alcuni filoni di indagini condotte dal ROS nell’ambito della ricerca di Matteo Messina Denaro.
Elementi utili sarebbero emersi anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e dall’esito di una indagine del 2014 condotta dalla Procura di Torre Annunziata riguardante numerosi appalti affidati per il recupero e il restauro dell’area archeologica di Pompei che sarebbero stati “pilotati” in direzione sempre delle stesse imprese.
Nel corso delle indagini svolte dai finanzieri del GICO di Palermo e dai carabinieri del ROS, sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è emerso, inoltre, come Savalle abbia ricevuto un finanziamento con una nota banca grazie ai rapporti privilegiati avuti con un componente del Consiglio di Amministrazione in un periodo in cui le aziende del suo gruppo erano in difficoltà economiche.
Tra i numerosi beni sottoposti a sequestro c’è un albergo di lusso di Mazara del Vallo, l’ex “Giardino di Costanza”, attualmente gestito da una società totalmente estranea al provvedimento di sequestro, che proseguirà regolarmente la propria attività di impresa, e alcuni conti correnti bancari in Svizzera.
Nel dettaglio il sequestro ha riguardato: 22 complessi aziendali, 12 pacchetti di partecipazione al capitale di altrettante società, 28 rapporti bancari (sia in Italia che all’estero), 47 fabbricati e 8 autoveicoli, per un valore complessivo stimato in 62.922.867 euro.
Le società sottoposte a sequestro sono state già affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Trapani che, già da oggi gestisce le aziende nell’interesse della collettività, dei clienti, dei fornitori e dei dipendenti.

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