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Vivibilità dei capoluoghi secondo Legambiente: Trapani all'87° posto

27 Ottobre 2015 10:19, di Ornella Fulco
Vivibilità dei capoluoghi secondo Legambiente: Trapani all'87° posto
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La città si colloca nella parte bassa della classifica di "Ecosistema urbano" 2015, la ricerca di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani realizzata in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Il quadro generale del Paese che ne emerge non è dei più incoraggianti e i passi avanti fatti fino ad ora - secondo Legambiente - sono troppo pochi. Trapani perde 14 posizioni rispetto all'indagine del 2014 collocandosi all'87° posto su 104. Peggio, in Sicilia, vanno Catania (100ª), Palermo (102ª), Agrigento (103ª) e Messina (104ª). A guidare la classifica nazionale, invece, sono Verbania, Trento, Belluno, Bolzano, Macerata e Oristano. Gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani sono diciotto: tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso da parte della popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modal share , indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili). Due degli indicatori selezionati per la classifica finale (incidenti stradali e consumi energetici domestici) utilizzano dati pubblicati dall'Istat. Entrando nel dettaglio, Trapani ottiene buoni risultati sulla "qualità dell'aria" collocandosi in 2ª posizione in base alla presenza di biossido di Azoto nell'aria, preceduta da Enna e seguita da Avellino, 30ª in base alla presenza di polveri sottili, 1ª in base alla presenza di Ozono nell'aria. La città appare "virtuosa" nei consumi idrici domestici con 123,9 litri per abitante consumati. Il dato ci colloca al 9° posto della classifica su 104 capoluoghi di provincia. Ancora troppa la "dispersione idrica nella rete", con il 39,4 per cento, che fa scendere la città al 66° posto della classifica dedicata a questo indicatore. Trapani è 74ª per "capacità di depurazione" e 88ª nella classifica che prende in considerazione la produzione di rifiuti urbani con 647,2 chilogrammi per abitante. Il 9,4 per cento di raccolta differenziata realizzata costa alla città il 92° posto su 104 posizioni. Trapani è 25ª, nella classifica delle città piccole, per numero di passeggeri del trasporto urbano e 22ª in base al dato di percorrenza annua per abitante, sempre nel trasporto pubblico. Nessun dato disponibile sugli (indice di modal share) nella cui classifica primeggia Bolzano. 21ª per auto circolanti (58 ogni cento abitanti), Trapani è 43ª per tasso di moto circolanti (11 ogni 100 abitanti) e tristemente 79ª nella classifica per numero di incidenti stradali (7,23 ogni 100mila abitanti). La città sprofonda al 96° posto su 104 per estensione delle isole pedonali con un indice dello 0,19 metri quadrati per abitante e si ferma al 79° posto per "indice di ciclabilità" con l'1,15 per cento di "infrastrutturazione". Trapanesi "spreconi", secondo la classifica di Legambiente, nei consumi elettrici domestici che ci collocano in 94ª posizione con 1.284 kwh per utenza. Non va meglio sul versante degli impianti ad energie rinnovabili installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti: nella classifica alla voce Trapani si legge 0,00. Questo per quanto riguarda gli indicatori presi in considerazione per stilare la classifica generale. In base agli altri parametri che non incidono (e forse dobbiamo dire, per fortuna) sul risultato finale Trapani è 79ª per presenza di piste ciclabili, 101ª per "verde urbano fruibile" pro capite, 76ª per "aree verdi totali" sul totale del territorio comunale con un indice del 5,00 per cento. Per chi volesse consultare il dossier completo cliccare qui “Per sperare che le nostre città migliorino - ha commentato il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza - c’è una sola strada: fare la scelta strategica, con i Ministeri interessati coordinati da una vera cabina di regia, di puntare sull'innovazione urbana e il miglioramento della vita in città. Una scelta politica che andrebbe nella direzione dell’interesse generale: si crea lavoro migliorando il benessere e mettendo al sicuro le nostre città. Questa sì sarebbe un’ottima carta con cui l’Italia, patria dei liberi comuni, si potrebbe presentare a Parigi, nella prossima COP 21 a dicembre”.

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