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Cultura
Trapani

"Vogliamo che il Luglio Musicale viva e non sopravviva"

17 Febbraio 2014 12:53, di Niki Mazara
"Vogliamo che il Luglio Musicale viva e non sopravviva"
Cultura
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Il comitato cittadino ""Trapani Viva&Civile" interviene - con una nota diffusa alla stampa - sulla vicenda del Luglio Musicale, attualmente in difficoltà finanziarie per il venir meno del contributo da parte della Provincia regionale. La pubblichiamo integralmente, lasciando ai nostri lettori la libertà, come al solito, di formarsi un'opinione e, volendo, di commentare i fatti su questa pagina. "Si fa un gran parlare della situazione della Biblioteca Fardelliana e dell’Ente Luglio Musicale. Per la prima una soluzione, quantomeno tampone, pare sia stata trovata, per il secondo invece pare essere tutto in alto mare. Mai come in questo caso il “pare” è d’obbligo. Si perché a volere essere svegli tutto questo “allarmismo” sembra essere la trama di un film in cui i protagonisti sanno bene la parte da recitare e il regista detta i tempi. Sul palco sale in scena prima la Biblioteca Fardelliana (cosi ha deciso il regista). “Ci vogliono fare chiudere”- è il grido di allarme. La città, giustamente, si mobilita ed ecco che il sindaco riesce a trovare le risorse economiche per sopperire alla mancanza dei fondi da parte della provincia. “Basteranno solo per garantire l’attività per il 2014” – fa notare qualcuno. E’ già qualcosa – risponde qualche altro. Intanto si chiude il sipario e c’è un cambio di scena. Questa volta tocca al Luglio Musicale. “Anche noi rischiamo di chiudere e di non potere pagare gli stipendi”. Che si fa? Ancora il regista non l’ha stabilito. Certo che se però un aiuto è stato dato alla Biblioteca mica ci si può tirare indietro dall’aiutare anche il Luglio Musicale, no?! E noi, spettatori di questa commedia, di cui ancora fino in fondo non abbiamo individuato il regista ci chiediamo; ma mica sarà stato fatto apposta di lanciare prima l’allarme della Fardelliana e “solo” dopo quello del Luglio? Ad ogni modo ci permettiamo di anticipare il finale del film. “Anche” l’Ente Luglio Musicale trapanese avrà l’aiutino aggiunto da parte del comune di Trapani così come accaduto per salvaguardare la Biblioteca. Ma a questo punto la domanda è: ma OGGI, ORA, ADESSO che senso ha continuare a finanziare un ente di cui molti trapanesi sono spettatori e non protagonisti? Che senso ha sostenere un ente se la gestione è solo mirata a pianificare spettacoli in base al budget messo a disposizione. Per quello basta una agenzia di spettacoli. Senza il “paracadute” del finanziamento del Comune e prima anche della Provincia, il Luglio Musicale avrebbe le capacità per farcela anche da solo? Questa è la domanda che bisognerebbe farsi. “Trapani Viva& Civile” vuole, allora, che il Luglio Musicale chiuda? – dirà qualcuno. No, affatto. Vogliamo che il Luglio Musicale torni a VIVERE e non continui a sopravvivere. Non si può continuare a vivere nel ricordo di ciò che è stato, dei fasti di una volta. Il presente è ORA e, francamente, l'attuale gestione è indubbiamente discutibile su piano economico e artistico. Ci piacerebbe che l’Ente pensasse a rendere i suoi concittadini protagonisti della storia culturale ed artistica del territorio. Vorremmo che i direttori artistici fossero scelti guardando ai tanti talenti che questa città esprime. E ci viene in mente Andrea Certa, trapanese, per un breve brevissimo periodo direttore artistico dell’ente. Ci piacerebbe che questa città avesse finalmente una scuola di teatro dove i suoi ragazzi possano studiare per diventare un giorno dei bravi attori e perché no, esibirsi proprio in una commedia promossa dal Luglio Musicale. Ci piacerebbe che l’Ente aprisse le porte alle collaborazioni. Ma non bisogna cercarle “fuori” queste collaborazioni. Ci sono tante piccole grandi realtà teatrali e musicali nel nostro territorio. Perché non fare “una squadra”? Perché non creare un “Polo della musica e del Teatro”? Meno spettacoli apparentemente sontuosi e largo ai “micro–progetti” con le scuole. Puntiamo sui ragazzi, diamo loro l’opportunità di imparare cosa significa “fare teatro”. Meno spettacoli e più “formazione”. Questo significa investire sul territorio. I finanziamenti dati solo per mettere su un cartellone dove inanellare spettacoli più o meno validi che, stante la crisi, solo in pochi pagheranno per vedere non produrranno alcun risultato e saranno solo un vuoto a perdere che questa città non può permettersi".

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